Roma, ritrovato Abraham ora Mou aspetta Zaniolo
In attesa di conoscere l’esito del ricorso che la Roma ha presentato ieri alla UEFA per avere un turno di sconto rispetto alle tre giornate di squalifica date a Zaniolo per il fallo a palla lontana durante Roma-Betis, Nicolò è concentrato per la sfida di lunedì del Bentegodi. In Finlandia è andato lo stesso nonostante non potesse giocare, ma per stare vicino ai compagni. Il momento era delicato, il gruppo doveva dimostrarsi unito e il gesto del 22 giallorosso è stato molto apprezzato, non solo da Mourinho, ma anche dalla dirigenza con cui sta discutendo il rinnovo (il contratto scade nel 2024) e per il quale si entrerà nel vivo con la pausa mondiale visto che l’Italia non sarà in Qatar. Nel frattempo la società si aspetta anche delle risposte in campo, perché a delle prestazioni buone ne ha alternate altre così così, palesando un grande limite: la concretezza davanti alla porta.
Da inizio stagione, infatti, non ha ancora trovato il gol che, se escludiamo quelli durante le amichevoli in pre season, manca dalla notte di Tirana. La rete in finale di Conference League resta l’ultimo timbro di Nicolò che di occasione per aggiornare i suoi numeri ne ha avute. Per Mourinho la motivazione a questo problema è semplice. “Nico è un giocatore che spende tanto, che corre tanto anche all’indietro per darci una mano e davanti la porta poi perde di lucidità”. Una spiegazione che trova fondamento quando comincia dal primo minuto, ma che viene meno nel momento in cui, come a Marassi con la Sampdoria, entra a venti dalla fine, sbagliando comunque due occasioni nitide. Insomma, è un mix delle cose perché alla mancanza di lucidità abbina anche una poca freddezza davanti ai portieri avversari. La speranza di tutti è che dopo il digiuno interrotto di Abraham, ora possa arrivare anche il primo acuto di Nicolò.






