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Samardzic, Buongiorno, Veiga: i 10 affari sfumati più clamorosi del mercato

Samardzic, Buongiorno, Veiga: i 10 affari sfumati più clamorosi del mercato TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Ivan Cardia
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Ivan Cardia
sabato 2 settembre 2023, 16:26Serie A

Un'estate di trattative serrate e tantissimi affari andati in porto: quello appena concluso è stato un calciomercato in cui diverse squadre della Serie A e dei grandi campionati europei si sono profondamente rinnovate. Ma altrettanti sono stati i colpi sfumati, quelli che sembravano fatti e invece alla fine non si sono mai concretizzati. In Italia, non all'ultimo minuto: al calciomercato 2023 è mancato proprio il lancio del documento, il fax in ritardo. Ma nel corso della bella stagione abbiamo vissuto diverse trattative finite in un nulla di fatto, nonostante le grandi premesse. Abbiamo provato a raccontare, in breve, i dieci più clamorosi.

Lazar Samardzic all'Inter - Per quanto riguarda il mercato italiano, il più clamoroso degli affari sfumati. Inter e Udinese avevano trovato l'accordo economico, il giocatore ha sostenuto le visite mediche di rito ma a quel punto la trattativa si è incagliata. Rafaela Pimenta, l'agente con cui l'Inter aveva impostato la trattativa, ha deciso di tirarsi indietro quando i famigliari, a trattativa ormai definita, del giocatore hanno cambiato le richieste economiche, in termini di commissioni ma soprattutto di stipendio. A quel punto, anche la dirigenza nerazzurra ha mollato la presa e il giocatore, che aveva trascorso diversi giorni a Milano senza nascondersi alle telecamere, è tornato a Udine. Ne è scaturito un ricco botta e risposta mediatico, con una certezza: Samardzic non giocherà nell'Inter.

Mehdi Taremi al Milan - Anche il mancato passaggio del centravanti iraniano ai rossoneri si avvicina a quello del serbo-tedesco ai nerazzurri, con la differenza che Taremi non è arrivato al punto di svolgere le visite mediche. Tutto il resto, però, è molto simile: dopo un lungo corteggiamento, puntando sulla volontà del giocatore, il Diavolo riesce ad arrivare a dama col Porto. 15 milioni di euro più bonus. Quel che segue si avvicina al paradosso: un qui pro quo sugli intermediari - tanti e non sempre facili da individuare, quando si tratta coi Dragoes - porta il Milan a tirarsi indietro davanti a una richiesta di commissioni giudicata spropositata. E Taremi, forse, lascerà il Portogallo a parametro zero a giugno.

Alessandro Buongiorno all'Atalanta - C'è chi dice no, è proprio il caso di dirlo. Torino e Dea, nelle battute finali del mercato, imbastiscono un maxi-scambio: Buongiorno in nerazzurro, Soppy e Zapata in granata. Gli ultimi due questo percorso lo faranno comunque, il difensore centrale no. Sempre dubbioso sulla possibilità di lasciare la squadra del suo cuore, di cui è diventato capitano con l'onore di leggere i nomi degli Eroi del Grande Torino a Superga, Buongiorno vede e sente la rivolta dei "suoi" tifosi. Quando il popolo del Toro capisce infatti che la cessione è vicina, il dito è puntato subito su Cairo. A salvare la situazione è proprio il giocatore, che dopo lunghe riflessioni dice no.

Romelu Lukaku all'Inter - Più che affare sfumato, il grande tradimento. Almeno, così è percepito dal club nerazzurro, che a inizio campionato fa di tutto per convincere il Chelsea a cedere Big Rom a prezzi non esorbitanti. Trovato l'accordo coi Blues, Marotta, Ausilio e Baccin si aspettano che col belga sia tutto in discesa. E invece no: Lukaku non risponde al cellulare. Alle chiamate della dirigenza, ma anche a quelle di Inzaghi e Lautaro, per citarne due. Quando i nerazzurri capiscono perché - sta trattando anche con la Juventus - il risultato è esplosivo: chiuse le porte al ritorno, in maniera secca e anche con un brevissimo contatto fra Piero Ausilio e il giocatore, a quel punto disponibile. Nessun passo indietro, anche perché a essere contro Lukaku è a quel punto tutto lo spogliatoio.

Lo scambio Vlahovic-Lukaku - Parte seconda: anche con la Juventus, a Romelu non va benissimo. I bianconeri, forti della volontà ferrea del giocatore, lavorano con il Chelsea a un maxi scambio. A Londra dovrebbe finire Dusan Vlahovic, alleggerendo in maniera decisa i bilanci futuri della Juve. La trattativa va avanti a lungo, ma di fatto non si avvicina mai più di tanto al traguardo: è, da questo punto di vista, l'affare meno sfumato del lotto. La differenza di valutazione tra i club e la volontà di Vlahovic lo rendono impraticabile. E su Lukaku, alla fine, si fionda la Roma.

Gabri Veiga al Napoli - "Imbarazzante", ha scritto Toni Kroos dopo l'ufficialità del passaggio del giovane centrocampista all'Al Ahli. Di recente, il regista del Real Madrid è tornato in tema: "Scelta fatta solo per i soldi". Storie di Arabia Saudita, del resto. Il classe 2001, fino a poche settimane stella del Celta Vigo, fa impazzire De Laurentiis e tutto il Napoli. A caccia di un colpo da prima pagina, per oggi e per il futuro, gli azzurri arrivano a trovare la quadra. Col club spagnolo - 30 milioni più bonus - e sembrerebbe pure col giocatore. A quel punto, però, nascono problemi: si parla dei soliti diritti d'immagine, delle commissioni. La verità è che sul tavolo degli agenti di Veiga è piovuta una ricchissima offerta: 12,5 milioni di euro all'anno, contro i 2 concordati col Napoli. Soldi o ambizioni? Veiga sceglie i primi.

Domenico Berardi alla Juventus - Anche in questo caso, non si può parlare di un affare davvero sfumato, perché Juve e Sassuolo l'accordo non l'hanno mai davvero trovato. È stato, in compenso, un tormentone dell'estate. Corteggiato da Fiorentina e Lazio, Berardi decide che è il momento di lasciare i neroverdi, ma per andare a Torino. Problema: la Juve non cede né Vlahovic né Chiesa, non libera alcuna casella nel reparto offensivo. E non si muove. Il giocatore arriva allo strappo: perde la fascia da capitano, si allena a parte. Carnevali spiega che, anche se arrivasse, l'offerta bianconera sarebbe fuori tempo massimo: gli emiliani avevano individuato in Lukebakio il sostituto, ma nel frattempo l'Hertha lo cede al Siviglia. E quindi Berardi resta, ancora una volta, al Mapei.

Hugo Lloris alla Lazio - Alle visite mediche non ci si è arrivati, ma quasi. Questa è una storia di visioni diverse. Claudio Lotito è innamorato da anni del portiere francese, lo avrebbe preso già nel 2008 e, adesso che può offrirgli la Champions vuole averlo. Maurizio Sarri non è dello stesso avviso: teme che la concorrenza possa mettere in difficoltà Ivan Provedel. Con Lloris, praticamente, non ci parla neanche: il francese vorrebbe rassicurazioni sul fatto di potersela giocare, non ne arrivano. E quindi cambia rotta, mentre alla Lazio arriva Sepe, da secondo.

Lucas Paquetá al Manchester City - Meteora al Milan, il brasiliano con il West Ham è diventato una stella. E il Manchester City sceglie lui per il centrocampo di Pep Guardiola. Accordo trovato, l'affare sfiora i 70 milioni di euro. Tutto bene? Non proprio: a poche ore dall'ok quasi definitivo tra club, emerge la notizia di un'indagine della FA sul conto di Paqueta, sospettato di aver scommesso su alcune partite. Flussi sospetti di scommesse sono stati segnalati all'Ilha de Paquetá, piccola isola a Rio de Janeiro: il City, temendo una lunga squalifica, si tira fuori dall'affare. A oggi, l'indagine non è ancora chiusa e non ha portato ad alcun provvedimento nei confronti del giocatore.

Joao Pahlinha al Bayern Monaco - Samardzic chi? Ecco l'unico affare che fa impallidire la fumata nera di casa Inter. Perché il Bayern trova l'accordo con il Fulham, per 65 milioni di euro. E Pahlinha non supera soltanto le visite mediche: realizza uno shooting fotografico, rilascia un'intervista al sito del club, ovviamente ben pubblicata ma di cui i ben informati in Germania assicurano l'esistenza. Il Fulham, però, ha messo una clausola nell'accordo: ok alla cessione, ma solo in caso di sostituto. Che gli inglesi non trovano. E quindi Pahlinha torna a Londra. Chissà con che stato d'animo.

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