Sampdoria, fallimento in campo e rischio serio fuori: Stankovic si dimette, poi resta in sella
La Sampdoria alza bandiera bianca. La sconfitta di Firenze ha rappresentato la resa definitiva di una squadra sempre più destinata, nel migliore dei casi, alla retrocessione in Serie B. Dejan Stankovic alla vigilia era stato chiaro: "Il fallimento è quando rinunci alla battaglia". E i blucerchiati questo hanno fatto. Dopo un primo tempo concluso con l'ennesimo gol siglato allo scadere, la squadra ha offerto il fianco alla Fiorentina di Vincenzo Italiano. Un fallimento che rischia di essere a 360°: sul campo la squadra, che fra due settimane dovrebbe percepire il proprio stipendio al contrario dei dipendenti che invece non vedono salario da diversi mesi, ha alzato bandiera bianca mentre fuori dal terreno di gioco quella parolina che tanto spaventa i tifosi non viene pronunciata ma sembra materializzarsi giorno dopo giorno.
Stankovic si dimette, anzi no
Al termine della gara del "Franchi" le parole del tecnico blucerchiato sono state molto chiare. "Se sono io il problema, amen, lo accetto con grande dignità e orgoglio". Dichiarazioni che di fatto non lasciano spazio ad interpretazione. L'ex centrocampista di Inter e Lazio, sconfortato dalle prestazioni e dai risultati che stanno arrivando (o meglio non stanno arrivando) ha pensato alle dimissioni, prontamente respinte dalla società. Nella mattinata di ieri è andato in corso un altro incontro con la dirigenza rappresentata dal presidente Marco Lanna e da Mattia Baldini. E alla fine si è deciso per proseguire insieme ma il crocevia potrebbe essere la gara contro il Torino.
Squadra ai minimi termini
Piove sul bagnato per i blucerchiati. Nella gara di Firenze si è infortunato anche Mehdi Leris che va dunque ad aggiungersi alla lunga lista di indisponibili. L'esterno algerino ha rimediato una contusione alla spalla e non dovrebbe essere della partita. Domani arriva il Torino per la prima di sei partite che rappresenteranno il commiato dalla massima serie da parte della Sampdoria. Con una salvezza ormai irraggiungibile se non per l'aritmetica, l'obiettivo è onorare il campionato e rispettare i tifosi che, va sottolineato, si sono presentati sugli spalti del "Ferraris" attorno alle 20mila unità malgrado tutto ciò che ruota attorno alla loro squadra del cuore. Difendere almeno per la dignità. Poi vada come vada.






