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Stadi, il comissario Sessa: “Non sono il padreterno. Euro 2032? Sono ottimista, ce la faremo"

Stadi, il comissario Sessa: “Non sono il padreterno. Euro 2032? Sono ottimista, ce la faremo"
Ivan Cardia
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Ivan Cardia
Oggi alle 17:46Serie A

Massimo Sessa, commissario straordinario per gli stadi di Euro 2032, è intervenuto in occasione del panel “Il futuro degli stadi italiani”, organizzato nell’ambito del Festival della Serie A in corso di svolgimento a Parma, facendo il punto della situazione: “Lo stadio è un oggetto occidentale, che nasce dall’Antica Grecia e poi passa da Roma. Gli Europei saranno in Italia e Turchia, nel 1453 finisce l’Impero Romano d’Oriente. Oggi abbiamo la Turchia ad est e l’Italia ad ovest. La premessa storica serve a riportare alla capacità italiana di fare grandi opere.

Io devo ringraziare anzitutto i ministri Abodi e Salvini per la convergenza sul mio nome. Non perché sono simpatico, ma perché il mestiere che faccio è portare a termine grandi opere, come uno stadio. È un’opera che modifica le città. Oggi si parla di smart city e mi auguro che questi nuovi stadi che realizzeremo renderanno moderna una città come Roma, che è una città antica. In Italia abbiamo terremoti pari a quelli della California, un contesto idrogeologico complesso e un tessuto urbano complicato.

Il commissario non è il padreterno. Ha la possibilità di utilizzare strumenti che vanno in deroga a determinate norme di legge. La domanda da porsi è perché non lo facciamo con tutte le grandi opere. Il commissario deve mettere serenamente tutti i soggetti al tavolo e accompagnarli affinché possano pianificare. Io devo fare questo, il tema è che c’è poco tempo: ci riusciremo? Io sono ottimista per natura. Le date sono due: luglio è FIGC, ottobre è UEFA. Comanda la UEFA, la FIGC ha necessità di vedere i progetti. Probabilmente avremo una tolleranza in estate, che sarà calda a livello normativo.

Stiamo partendo con lo stadio di Pietralata, è uno stadio importante, quello della Roma. Tutto privato. Lo stadio previsto nel piano di concerto con il MEF è lo stadio di Palermo, che avrà un investimento misto. Poi affronteremo gli altri impianti, cioè Firenze, dove sono già in corso i lavori con investimento pubblico, Napoli, dove il Comune ha rappresentato l’intenzione di costruire uno stadio, poi Cagliari e Milano.

Il primo provvedimento concreto? È partito il piano, che è l'elenco degli stadi. Il piano, come previsto dalle norme, ha qualificato gli stadi come strutture di interesse strategico nazionale. Metterò intorno al tavolo tutti i soggetti, in un tempo rapido. Sono ottimista, ce la faremo, come è capitato con Milano-Cortina. Il governo mi ha dato ampie rassicurazioni. stiamo partendo e ci stiamo organizzando".

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