Tacconi ricorda l’Heysel: “Tornai titolare grazie a un mago. Boniperti e il Trap si fidarono”
Tra i tanti episodi curiosi della storia della Juventus, Stefano Tacconi ne racconta uno legato alla stagione 1984-85, quella culminata con la finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool. L’ex portiere bianconero, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha ripercorso il periodo in cui perse il posto da titolare prima di riconquistarlo proprio alla vigilia della sfida più importante.
“Tutto partì da un derby – ricorda – presi gol da Aldo Serena al 90’ e, come succede sempre, la colpa fu data al portiere. Quando uscii dalla squadra eravamo quarti, quando tornai eravamo ottavi. Quindi il problema non era certo il portiere…”.
Da quel momento iniziò un lungo periodo fuori dall’undici iniziale. “Trapattoni parlò di un momento di riflessione per tutti, ma per me durò 24 partite”, racconta Tacconi, prima di arrivare all’episodio che cambiò tutto. Alla vigilia della finale dell’Heysel, infatti, Boniperti e Trapattoni si affidarono a un sensitivo.
“Erano molto scaramantici e il venerdì si incontravano con un mago, Proverbio. Il presidente gli chiese di prevedere il risultato della finale, ma lui non riusciva a vedere nulla. Allora domandò chi fosse il portiere: risposero Bodini. Chiese quanto fosse alto, poi chi fosse il dodicesimo. ‘Tacconi’, gli dissero. Quando seppe che ero più alto concluse: ‘Deve giocare lui’”.
Una scelta che si rivelò decisiva: “Se ricordate la partita con il Liverpool – conclude – presi diversi palloni sotto la traversa. Senza quel consiglio, forse non sarebbe andata così”.











