Tensioni tra Spalletti e Comolli, Vaciago: "Contano i risultati, non che si vogliano bene"
"È inutile nasconderlo o provare a edulcorare il concetto: la Juve, in questo momento, non è una società compatta". Non usa giri di parole Guido Vaciago, nel suo fondo per Tuttosport. Non è un mistero che non scorra buon sangue tra Luciano Spalletti e Damien Comolli, come dimostrano alcune recenti dichiarazioni del tecnico in cui parlava di incontri con Elkann a fine stagione per parlare del futuro senza citare minimamente l'ad.
L'incontro di ieri è stato importante per provare a creare maggiore unità di intenti: da una parte Spalletti è arrivato carico di idee e ha trovato l'appoggio di Elkann, dall'altra Comolli ha fatto ammenda per gli errori in sede di mercato nella passata stagione e ha promesso innesti di spessore. L'inizio non è stato dei migliori visto quanto è accaduto con Alisson e Robertson, ma c'è tempo per lavorare.
"La costruzione della squadra sarà fondamentale. Anzi l’unica cosa che conterà. Perché non è necessario che l’amministratore delegato e l’allenatore si vogliano bene e facciano il mercato a braccetto, ma che - alla fine - arrivino i giocatori giusti nei ruoli giusti", puntualizza Vaciago. Al di là di tanti discorsi, alla fine farà la differenza il rendimento della squadra: "L’equilibrio interno, che ora appare precario, si stabilizza sempre con i risultati".











