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Asta: "Al Torino è mancato il coraggio di fare scelte impopolari. Ora rischia"

TMW RADIO - Asta: "Al Torino è mancato il coraggio di fare scelte impopolari. Ora rischia"
© foto di Image Sport
lunedì 17 maggio 2021 19:02Serie A
di Dimitri Conti

L'allenatore Antonino Asta è intervenuto in diretta a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, iniziando dalla lotta salvezza in Serie A: "Ieri l'importanza di una vittoria per il Benevento era sotto gli occhi di tutti e non c'è dubbio che questo mezzo passo falso dà un'opportunità in più al Torino, cui non sarebbe bastato un solo punto a Roma, a differenza di adesso. In questo campionato però nessuno regala nulla, basta vedere il Crotone e il Cagliari. Tutto sarà deciso all'ultima partita e in fondo è il campionato che vogliamo".

Come spiegarsi queste difficoltà?
"I giocatori sono quasi tutti quelli che c'erano il giorno della sconfitta col Wolverhampton. Molti anche l'anno prima con Mazzarri, in cui fecero un record di punti. Non c'è stato molto ricambio da allora, non è mai stato fatto qualcosa, anche di impopolare, per cambiare la rotta. Ci voleva forse una scossa diversa".

L'effetto Nicola sta svanendo?
"La domanda se la fanno tutti, penso lo stesso Nicola: certe volte non è facile capire perché una squadra che fino al Milan stava facendo bene si sia trovato in questa situazione. Forse proprio quel ko ha lasciato scorie pesanti... Dalle dichiarazioni di Nicola si avvertiva che avesse la squadra in pugno, poi però succede questo. Magari col senno di poi quel troppo turnover col Milan ha dato l'idea di metterla in cascina come una sconfitta già in partenza. Ora si ritrovano a dover fare almeno un punto con la Lazio per non arrivare allo spareggio decisivo col Benevento".

Chi erediterà il Sassuolo da De Zerbi avrà ancora margini di miglioramento?
"Dico la verità, non è semplice. Quello che hanno fatto prima con Di Francesco e ora con De Zerbi è davvero importante. Al di là della classifica bellissima, perché questa è arrivata con la ricerca del gioco, oltre che dei giocatori di qualità per supportare le idee dell'allenatore. Migliorare ancora di più il Sassuolo non è semplice, visto quali corazzate si trova davanti. Sennò è come l'Atalanta: si sente chiedere qualcosa in più, ma è lo Scudetto! Tutto è migliorabile, guai se non fosse così, ma stanno facendo cose straordinarie".

Le squadre della fascia media aiutano la Nazionale, ormai.
"Ben venga. Ho iniziato nel settore giovanile del Torino e ci vorrebbe un occhio di riguardo: diciamo sempre che all'estero sono più bravi, ma è solo questione di paura. Qui siamo restii. Deve essere una mentalità della società, a prescindere da chi è l'allenatore. Se ho dei giovani so che passerò da alcuni sbalzi, se ne sono consapevole vado avanti con serenità. Capisco che per chi si gioca la panchina spesso sia difficile buttare dentro il Raspadori o il Donnarumma di turno".

De Laurentiis si sarà pentito dell'addio con Gattuso?
"Credo non solo lui. Se pensi, a bocce ferme, si è creato qualcosa per cui non era il caso, sopratutto per quelle che erano le situazioni di quel momento. Certe cose sono comuni, ma al Napoli è successo qualcosa di più: sono stati quasi 2 mesi pieni di problemi, annaspavano alla ricerca di giocatori. Lì sono venute fuori le piccole crepe che poi diventano difficili da mettere a posto. Per il bene di tutti non era il caso di creare certi attriti: se vedi come lavora il tuo allenatore, tu società sai che non può essere solo colpa sua".

Il Lecce ha perso una grande occasione?
"Io sono stato sia a Lecce che a Monza (ride, ndr). Le due favorite, almeno prima, assieme all'Empoli. Chi ha fatto qualcosa di incredibile è la Salernitana... Tornando al Lecce, se la giocherà ma in questo momento non conta solo il fattore del piazzamento ma la testa, la condizione fisica con cui arrivi. Loro e il Monza però hanno la qualità e l'ampiezza della rosa che possono permettere loro di tirare fuori una risorsa facendo diventare importanti i subentranti".

Vita del Cittadella può arrivare in Serie A?
"L'uomo è eccezionale, me lo auguro. Primo ad arrivare agli allenamenti ed ultimo ad andarsene, è sempre pronto e strada facendo è diventato molto duttile a livello tattico. Nasceva come esterno destro, ha fatto anche la seconda punta, mentre adesso gioca anche nei tre di centrocampo grazie alle sue qualità. Quel passettino verso la Serie A potrebbe farlo sia col Cittadella che con qualcun altro, mi complimento perché si è fatto da solo".

Quanto è importante salvare la Serie C?
"La Serie C diventa importante come passaggio per chi finisce la Primavera, chiederei alle società di Serie A un occhio di riguardo a quella realtà anche per questo. Si è sempre parlato di aiuti, anche in passato, perché sappiamo quanto manchino certi introiti in Serie C, dove però ci sono piazze che hanno fatto la storia. Basterebbe davvero togliersi una piccola percentuale e metterla in C, proprio per tutelare quei tanti giovani di tua proprietà che spesso vanno a giocare lì. Si è parlato anche di altre riforme, con i due gironi di B e la C che diventerebbe semi-professionista, ma sono situazioni più che altro burocratiche".

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