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TMW RADIO - Marchetti (ds Cittadella): "Tentato dalla A, sono rimasto perché ho il club nel cuore"

TMW RADIO - Marchetti (ds Cittadella): "Tentato dalla A, sono rimasto perché ho il club nel cuore"TUTTO mercato WEB
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
mercoledì 13 gennaio 2021, 11:59Serie A
di TMWRadio Redazione
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Spazio B: Stefano Marchetti, DS Cittadella, intervistato da Gianluca Viscogliosi, Iacopo Erba e Marco Calabresi
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Stefano Marchetti si sente "un leone in gabbia". Perché "da venti giorni sono a casa con il Covid e mi manca respirare il calcio: non vedo l'ora di tornare". Il ds del Cittadella freme per ripartire nel suo lavoro e, in diretta a 'Pianeta Sport' su TMW Radio, analizza il percorso della sua squadra, al momento terza in classifica in Serie B:

Qual è il vostro segreto?
"Credo che il nostro segreto alla fine sia la normalità. Vivere in maniera professionale quello che facciamo e con grande serenità. Inoltre è u ambiente familiare che non ti lascia mai solo. Non trattiamo i ragazzi come numeri, anzi, l'esatto contrario. Sono uomini e persone, cerchiamo di non far sentire mai solo nessuno. Puntiamo molto su questi aspetti. Son tanti anni che facciamo numeri importantissimi. Avremmo meritato prima la Serie A, ma non è successo. Non voglio fare polemica ma probabilmente servirebbe una serie tv per raccontarlo".

Avete la forza di cambiare tanto in estate, ma rimanete sempre una solida realtà...
"Ogni anno ripartiamo da zero, facciamo comunque numeri importanti e questo mi da grande soddisfazione. Serve però grande umiltà, grande fame e voglia di arrivare".

Date continuità al progetto anche con gli allenatori:
"In 20 anni di Cittadella ho avuto tre allenatori. Non è un caso, anche i tecnici vanno messi nelle condizioni di lavorare al 100% e noi lo facciamo".

Come funziona il vostro scouting?
"on lavoro con molti osservatori, però li ho cresciuti tutti io e quindi siamo molto affiatati. Cerchiamo soprattutto calciatori con doti mentali e umane importanti. Chi viene qui deve avere la testa giusta".

Le dà fastidio quando etichettano il Cittadella come miracolo?
"Essere considerati un miracolo mi dà molto fastidio, soprattutto quando lo dicono qui a Cittadella. Siamo gente che lavora e che ha qualità, ma nulla è scontato. Sono nato qui, sono uno del posto, quindi in passato mi è capitato spesso di mandare messaggi anche diretti alla tifoseria. Non mi tiro mai indietro. Sono tanti i calciatori di livello che abbiamo, però Tsadjout mi ha stupito per maturità. Sapevo che fosse bravo, ma non che fosse maturo così. Tavernelli pure, Ogunseye anche, lo voglio più cattivo!".

Ha mai avuto voglia e possibilità di lasciare il Cittadella?
"A fine di questa stagione mi sono incontrato con i dirigenti del Parma che mi hanno colpito. Ero un po' stanco e scarico, anche per come eravamo usciti dai playoff. Sono andato in crisi insomma. Ho però troppo rispetto per il Cittadella. Andrò via soltanto quando non condividerò più i valori della società, ma fino a quando ho questo fuoco rimarrò qui".

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