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Trevisani: "Vi racconto il mondo telecronaca. Attesa VAR intriga... Vero Orsato?"

TMW RADIO - Trevisani: "Vi racconto il mondo telecronaca. Attesa VAR intriga... Vero Orsato?"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
martedì 27 aprile 2021 20:02Serie A
di Dimitri Conti

Riccardo Trevisani, voce di Sky Sport, ha parlato del tema delle telecronache ai microfoni di TMW Radio, nel corso della trasmissione Scanner: "Secondo me non si può sovrastare l'andamento della partita, andando sempre a mille all'ora. Quando si accende allora si cavalca, e su questo ci credo. Quando no, ecco che allora puoi approfondire e analizzare senza far venire l'ansia. Il protagonista è il gioco, non noi. In televisione la pausa è una parte molto importante, per respirare sia noi che chi sta a casa. Se succede alla radio, beh, sembra che sia caduta la linea. Esistono poi partite e partite: alcune piene di pathos in cui ho perso anni di vita, altre più serene. Non cerco di vendere il prodotto a tutti i costi personalmente: se vedo anti-calcio, e di esempi ne ho, mi verrebbe voglia di insultare le due squadre. Credo nella proposta calcistica".

Quanto fa la differenza fare la telecronaca da soli o con un commentatore tecnico?
"Dipende con chi sei, se c'è un commentatore tecnico ed è bravo si va in un modo, altrimenti no. Una delle quindici volte che ho fatto Real Madrid-Barcellona ero con il Lippi post-Mondiale, uno che non ha mai fatto una telecronaca in vita sua. Mi ero preparato 196 aneddoti, che fossero non solo ricordi ma anche dati statistici. Ricordo che invece poi Lippi aveva piacere parlare e la partita, anche se finì solo 0-1, fu molto bella e delle 196 cose ne dissi solo 9, sentendomi un imbecille. Questo per dire che dietro c'è un lavoro che molti non conoscono, e spesso va oltre i turni di lavoro: è però la cosa più bella che ci sia. La preparazione ancora più della cronaca, visto che le grandi partite sono poche. Oggi sono a circa 1300 telecronache, il dato lo aggiorno mensilmente. Marianella ha solo 15 anni più di me e ha superato quota 3000! Ci sono cose che cambiano: quando ho iniziato facevo 4-5 cronache a settimane, oggi 40-50 partite l'anno. Di farne il doppio non avrei neanche la forza, dico la verità... Caressa per esempio racconta che al Mondiale 2006 ha perso 8 chili. In generale è faticoso fare le telecronache, ancora di più le radiocronache. Io ho cominciato alla radio e ricordo che ero spossato, di una stanchezza inenarrabile: lì non stai zitto un secondo. Quando sento Francesco Repice mi pare sempre abbia una crisi respiratoria! Lo ammiro enormemente, anagraficamente ha più anni di me e tiene un ritmo che io non riuscirei".

Che ne pensa della Superlega?
"Per me la Superlega è sbagliata, ma un miglioramento della Champions, con turni preliminari per le meno forti e la possibilità che sulle 32 partecipanti ce ne fossero 25-26 buone, non staremmo in errore. Non parliamo di angeli o diavoli, ma di entità che dovrebbero mettersi d'accordo per il bene del calcio, che se non è sostenibile non va bene, e soprattutto della gente, per darci qualcosa di positivo. Commentare Bayern-PSG come mi è successo è tra le cose più belle che possano succedere, è un altro sport. Cito Beccantini, però: dopo tanto caviale c'è rischio di fare qualche ruttino. Il troppo stroppia. Di Bayern-PSG abbiamo goduto perché non la vediamo mai. Se si ripete sempre, rischiamo di svilirla".

Quanto incidono stadi vuoti e VAR?
"Difficilissimo commentare partite in stadi vuoti. Già quando prima del Covid sapevo di assenza delle curve o di gruppi dei tifosi la prendevo malissimo: perdi un 50% della fluidità senza la gente, intorno a te c'è il deserto. Direi più gente allo stadio e meno sui social. Sul VAR invece dico che all'inizio mi pareva strano, mentre oggi paradossalmente trovo affascinante il pathos di quell'attesa... Vero Orsato? Ieri da parte sua ho visto una delle cose peggiori negli ultimi 4 anni di VAR. In Lazio-Bologna hanno annullato un gol a Svanberg, e al VAR c'era lo stesso Mazzoleni di Lazio-Milan, che era un centesimo di quello di ieri".

L'intervista integrale nel podcast!

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