Passeri, Patti, Tomei: il trio delle meraviglie che ha riportato entusiasmo all'Ascoli. E anche la B
Era l'11 giugno 2025, e l'Ascoli annunciava l'acquisto del club da parte di Bernardino Passeri e la sua famiglia; un gruppo romano di origini marchigiane, che vedeva questo impegno come un ritorno alle proprie radici, tanto che fu subito detto che la scelta fatta era motivata da "un legame autentico con il territorio e da una visione del calcio fondata su valori di etica, sostenibilità e attenzione ai giovani". Con i Passeri, anche il Gruppo Distretti Ecologici – attiva nei settori dell’edilizia sostenibile e delle energie rinnovabili – che avrebbe continuato a sostenere il club attraverso accordi di sponsorizzazione già in essere.
L'obiettivo era quello di rilanciare una delle piazze storiche del calcio italiano, di ricreare l'entusiasmo che si era perso, ma forse nessuno preventivava di centrare in immediato quel salto in Serie B che forse all'inizio era più un sogno che un obiettivo del primo anno. A ogni modo, il lavoro della nuova proprietà partiva dall'area tecnica, affidata a Matteo Patti, reduce dall'esperienza con il Latina, e immediato era stato anche l'annuncio del nuovo tecnico, Francesco Tomei, storico collaboratore di Eusebio Di Francesco e reduce dall'avventura con il Picerno, club che - ci sia consentito - ha saputo sempre individuare gli allenatori, pescando tra i "meno chiacchierati".
Trio delle meraviglie? Alla luce dei fatti forse sì, perché l'ingrediente principale è stato aver riportato alla luce, in tempi celeri, l'entusiasmo e la vitalità che ha la piazza di Ascoli, e che probabilmente ha inciso, magari nell'inconscio, in una squadra comunque ottimamente allestita, e plasmata poi dal tecnico che l'ha resa di fatto ingiocabile specie nell'ultimo periodo della regular season: 14 risultati utili consecutivi nel momento nevralgico della stagione, del resto, non arrivano per caso. Come per caso non arriva una vittoria per 4-0 contro il Catania.
E nemmeno la vittoria dei playoff.






