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Salernitana, quando il mercato lo determina il mister. I meriti di Fabrizio Castori

Salernitana, quando il mercato lo determina il mister. I meriti di Fabrizio CastoriTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
lunedì 22 febbraio 2021 22:49Serie B
di Luca Esposito

“Da questo momento in poi si cambia: Fabiani resta ma avrà altre funzioni, il mercato lo farà principalmente la società in collaborazione con l’allenatore” disse Claudio Lotito in una delle sue ultime interviste prima di un prolungato silenzio stampa su sponda granata. Era il giorno in cui la Salernitana annunciò l’arrivo di Gian Piero Ventura. La scorsa estate, dopo la firma di Fabrizio Castori, le stesse parole: “Il mercato lo farà lo staff tecnico, fidatevi di lui e lasciatelo lavorare”. I fatti stanno dando ragione al trainer marchigiano anche sotto questo aspetto. E’ stato lui, anche con toni piuttosto decisi nel corso del ritiro di Sarnano svolto con organico largamente incompleto, a pretendere Belec in porta, Gyomber e Bogdan in difesa (era arrivato anche Ranieri, poi andato via per le pressioni della tifoseria), Capezzi, Schiavone e Kupisz a centrocampo e Tutino in avanti. A sbloccare una trattativa condotta a fatica del club fu proprio l’ottimo rapporto tra Castori e il ds del Napoli Giuntoli: i due avevano condiviso la proficua esperienza di Carpi e il mister strappò una promessa: “O a Salerno o resta qui senza giocare”. Finalmente, dunque, una inversione di tendenza rispetto ad annate precedenti in cui, al netto delle ottime operazioni Coda, Donnarumma, Sprocati e Mantovani, il direttore sportivo Angelo Fabiani ha spesso puntato su giocatori a fine carriera (blindati con pluriennali onerosi, emblematico il caso Rosina) o gente che arrivava a luglio e andava puntualmente via a fine agosto. Altobelli, Roberto, Russotto, Frison, Fall: l’elenco sarebbe abbastanza corposo. A gennaio Castori aveva chiesto “gente pronta e che ho già allenato in passato, chi è fermo da tempo andrebbe incontro ad infortuni”. In quest’ottica fu inquadrato l’immediato arrivo di Coulibaly, poi i fatti gli hanno dato ragione perché Durmisi, per quanto tecnicamente d’altra categoria, ha già saltato due partite su quattro per infortunio senza dimenticare che Boultam e Sy sono reduci da lunga inattività e che, non accontentato né su Pettinari né su La Gumina (anche per cause indipendenti dalla volontà del club, va detto), ha accolto il giovane Kristoffersen che, ovviamente, non è un bomber e avrà bisogno di tempo per adattarsi al calcio italiano. Castori, dunque, ha tre meriti: aver portato la Salernitana a competere per la A dopo 23 anni, aver consentito ad un organico non accreditato da nessuno di stazionare in alto da settembre e aver inciso sulle scelte di mercato.

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