Bari, Polito: "Percorso molto tortuoso fin dall'estate. LDL? Il presidente che tutti vorrebbero"
“Finalmente lo possiamo dire, siamo arrivati all’obiettivo che tutti desideravamo e ci eravamo prefissati di raggiungere. E l’abbiamo ottenuto con merito, forza e valori sia tecnici sia umani. I meriti vanno a tutti, anche a quelle persone che non vedete mai, dai magazzinieri ai miei uomini con cui ho condiviso giorni e dolori". Così il direttore sportivo del Bari Ciro Polito in conferenza stampa nella giornata di oggi, una conferenza stampa in cui ha toccato tanti punti partendo dal passato per arrivare al futuro: “Non volevo lasciare la Serie B perché l’avevo conquistata con merito e sudore, tornando in Serie C avevo tutto da perdere, ma la chiamata del Bari lascia sempre qualcosa. Quando ho accettato avevo un unico pensiero, quello di vincere il campionato. Mercato? È stato un percorso molto tortuoso e difficilissimo, per anni hanno investito tanti soldi e al mio arrivo avevano un budget e una rosa satura, ho dovuto reinventarmi ogni giorno prendendo alcuni come Botta e D’Errico subito perché non potevo lasciarmeli sfuggire, ho subito pensato di spalmare gli ingaggi di Scavone, Antenucci, Frattali, anche se quest'ultimi erano dei punti fermi. Per il prossimo anno investire tanti milioni non vuol dire vincere, possiamo innestarci con giocatori che hanno fatto tanta B, e anche Serie A, come Maiello, senza stravolgere l’ossatura esistente. Nella rosa ci sono tanti giocatori che possono fare la B ad alto livello. Mallamo? È dell’Atalanta, a fine stagione ritornerà alla sua proprietà. L’ho già avuto a Castellamare, se posso lo riprendo domattina, vediamo che ci dice diranno. - continua Polito come riporta Tuttobari.com parlando anche di De Laurentiis – Chiunque sognerebbe di averlo come presidente, ma non solo per me anche per la città. Mi ha contattato dopo la discussione con l’Ascoli e all’inizio non ho risposto perché pensavo fosse un giornalista, poi mi ha mandato un messaggio e dopo le dimissioni l’ho conosciuto. Ero disponibile al Bari qualora si rompesse con i bianconeri, avevo bisogno di 7-10 giorni, non volevo essere scorretto. Poi io ho scelto Mignani, l'equilibrio è sacro, altrimenti nei momenti di difficoltà il mister sa che il direttore non ti ha scelto e l'effetto può essere molto controproducente".
Spazio poi alle accuse e critiche arrivate nel corso dell’anno: “Avrei talmente tanti sassolini da togliermi che le scarpe non bastano, faccio riferimento alle due rivali principali ovvero Avellino e Catanzaro, hanno fatto un secondo posto pari merito lo scorso anno e avevano lo stesso organico e mister, hanno avuto la fortuna di programmare prima, senza l’handicap del mercato e del Covid in ritiro. Ma non abbiamo mai parlato di altri, ma nemmeno lamentati e soprattutto senza discriminare gli altri. Braglia perde in casa e pensa a noi. Bisogna fare i fatti, le chiacchiere stanno a zero. Bisogna essere giusti ed onesti. Hanno parlato che la differenza tra Bari e Catanzaro è stata di un rigore. Un rigore vale 13 punti? Forse facciamo uno sport diverso. Il Catanzaro ha avuto degli episodi clamorosi a favore come contro Andria e Catania, ma non abbiamo detto niente. Mi dispiace per le parole Pelliccioni ma anche di Foresti che si è permesso di parlare del nostro presidente. Alla fine quello che hai e quello che ti sei meritato".






