Bocalon: "A Trento dopo mesi bui: voglio tornare a essere di nuovo protagonista"
"Esser tornato a riassaporare il campo dopo tanto tempo è stato bellissimo, mi mancava, e sono davvero felice di aver accettato la proposta del Trento, con reciproco entusiasmo. Lo spogliatoio, il clima partita, la partita in sè erano tutte cose delle quali sentivo il bisogno, e ora ho davvero voglia di dimostrare quello che è il mio valore": così, ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com, Riccardo Bocalon, fresco acquisto del Trento e con alle spalle già la prima partita in maglia gialloblù.
Il Doge Riccardo Bocalon. Quello che il 10 maggio 2021 mise a segno la rete del pareggio del Venezia nella finale playoff contro il Cittadella, gol che valse il ritorno in A dei lagunari dopo 19 anni. Gol siglato da lui, veneziano di nascita.
Come nelle favole. Che però poi terminano e ti riportano alla realtà.
Parli di "voler ancora dimostrare": davvero a 32 anni, e con un recente trascorso di spessore alle spalle, hai ancora bisogno di dimostrare?
"Il calcio è un lavoro particolare, e per quanto gli addetti ai lavori possano conoscermi, stare fermi tanto tempo non è mai produttivo, neppure per sé stessi. Ecco, forse è più per me stesso che uso il termine dimostrare, perché ho voglia di sentirmi importante e partecipe di un progetto non solo con le parole ma soprattutto con i fatti, voglio tornare a essere protagonista. Ho avuto una bella opportunità, sono da pochi giorni a Trento e già sento la fiducia di tutti, è giusto ripagarla".
Il tuo trasferimento è passato al vaglio della FIGC per un intoppo elettronico durante il deposito del contratto. Hai avuto paura che non andasse a buon fine?
"Sarei ipocrita a dire di no, nonostante fosse stato fatto tutto con trasparenza e nella piena regolarità. Avevo già il rammarico di dover stare fermo tutta la stagione, a Venezia non ero stato più inserito in lista nonostante avesse riniziato ad allenarmi in grippo, ed ero rassegnato allo stare altri quattro mesi a guardare. Quando il mio agente mi ha chiamato per comunicarmi il buon esito della trattativa sono stato felicissimo, ho subito fatto le valigie. E ora colgo l'occasione per complimentarmi con il Trento per la gestione della situazione, sono stati davvero eccezionali e tempestivi nel muoversi con la Federazione".
Quanto ha fatto male, soprattutto dopo il gol che è valso la A, non poter neppure assaporare la massima serie?
"Ho sofferto molto, come hanno sofferto la mia famiglia e mia moglie che mi sta vicino da 14 anni. Però arriva un momento in cui non si devono per forza cercare spiegazioni, si deve solo reagire, capendo che il mercato del lavoro, perché per noi il calcio è anche un lavoro, funziona così: in ogni settore sono fatte delle scelte, anche nel calcio. L'opportunità della Serie A me la ero conquistata sul campo, ma accetto le decisioni del Venezia, che anzi ringrazio per l'opportunità che mi ha dato: sono stato protagonista con la maglia della squadra della mia città, non è da tutti avere questo onore. E ringrazio anche la squadra, quando sono tornato ad allenarmi mi ha accolto con entusiasmo. Nessuno ha colpe per come è andata, il perché delle decisioni prese sarà semmai il Venezia a spiegarle, io auguro a tutti di salvare la categoria, perché lo meritano".
E al Trento cosa auguri?
"Io sono qua perché mi ha convinto il progetto, oltre poi all'ambiente. La società lavora bene, l'obiettivo è quello di toccare poi anche altre categorie, e spero di riuscirci ed essere con loro quando questo succederà".
Con la Serie A comunque nel mirino?
"Si, ci provo ancora. Ho messo un punto sul passato, voglio guardare solo avanti e continuare a mettercela tutta per realizzare quelli che sono i miei sogni e le mie ambizioni. Lavoro duro e ci riprovo".






