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Cerri: "Sbagliato i modi di comunicare il nuovo corso. Ecco come sta l'Alessandria"

ESCLUSIVA TMW - Cerri: "Sbagliato i modi di comunicare il nuovo corso. Ecco come sta l'Alessandria" TUTTOmercatoWEB
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Luca Bargellini
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Luca Bargellini
venerdì 14 ottobre 2022, 11:04Serie C

Nel corso della scorsa estate, al netto della retrocessione dalla Serie B, l'Alessandria è stata una delle società più chiacchierate del calcio italiano. Questo perché oltre all'importanza e alla tradizione della piazza, a sconvolgere la quotidianità del mondo Grigio c'è stata la decisione del proprietario, Luca Di Masi di cedere il pacchetto di maggioranza del club. Una scelta legittima ma che, nei fatti, ha rallentato di molto il via al nuovo corso tecnico in vista della nuova stagione. Oggi, attraverso le colonne di TuttoMercatoWeb.com, a cercare di far chiarezza sul momento della società piemontese ci ha pensato il direttore sportivo Massimo Cerri.

Direttore, da dove possiamo iniziare per raccontare quanto si sta vivendo adesso in seno all'Alessandria? Perché si è detto e scritto molto, ma spesso da parte vostra è mancata una certa predisposizione alla comunicazione.
"Vero. Non siamo stati bravi a far emergere quello che è il progetto alla base del nuovo corso dell'Alessandria, ma adesso stiamo cercando di recuperare anche in questo aspetto. Un progetto basato sui giovani nati e fatti crescere nel nostro settore giovanile".

Un nuovo corso che però non piace alla tifoseria che vi contesta apertamente
"Lo sappiamo e in un certo senso li capisco. Quando si assapora il gusto di campionati come la A e la B si ambisce sempre ad avere una squadra di alto livello, che possa combattere per tornare in quelle categorie. Adesso starà a noi, fra le tante cose che vogliamo, farli innamorare di nuovo".

Operazione che appare complessa vista la situazione societaria che si è venuta a creare dopo la decisione del presidente Di Masi.
"Anche qui voglio chiarire un punto. La società c'è e funziona correttamente. Il presidente lo sentiamo meno rispetto al passato, ma in sua vece ci sono figure dirigenziali che non stanno facendo mancare nulla al comparto tecnico. Né in termini di strutture, dato che ci alleniamo in un centro sportivo con quattro campi da calcio, né economici visto che ad inizio di questa settimana sono stati pagati tutti gli stipendi di settembre quando la scadenza federale è fissata a dicembre".

Probabilmente a mitigare tutta la situazione sarebbe oramai necessario il passaggio di mano del club.
"Pochi giorni fa il presidente ha rilasciato una dichiarazione nella quale parlava di due possibilità concrete, con soggetti che lui ritiene affidabili. Vedremo cosa accadrà".

Passando dagli uffici al campo, che Alessandria è quella di oggi?
"Una squadra giovane, come ho detto in precedenza, a cui mancano i risultati che servono per aumentare serenità e fiducia nelle proprie qualità. Con tutto quello che è accaduto in estate abbiamo iniziato a lavorare con 30/40 giorni di ritardo rispetto a tutte le altre società. Questo, di fatto, ha portato ad affrontare le prime uscite di campionato contro Imolese, Virtus Entella e Gubbio con un forte gap in termini di preparazione. Possiamo dire che dal match contro la Reggiana in poi si è iniziata a vedere la squadra a cui abbiamo lavorato. Da quel punto, infatti, abbiamo vinto due gare molto complesse, fra campionato e Coppa Italia di Serie C, contro avversarie di livello come Carrarese e Novara. Tutto questo con in campo almeno 4 o 5 giocatori cresciuti nel nostro vivaio. Una cosa che in tanti dicono di fare ma che noi abbiamo realizzato".

Adesso qual è l'ostacolo maggiore da affrontare nel percorso di crescita?
"Quello degli infortuni. Purtroppo ne sono arrivati alcuni da frattura come a Sylla e Ascoli, ai quali va aggiunto anche Pagani che è alle prese con altre problematiche".

Tutto questo alla vigilia di un primo scontro salvezza contro il San Donato Tavarnelle. Seguito, nel giro di pochissimi giorni, dalle gare contro Torres e Vis Pesaro.
"Dobbiamo puntare a fare il massimo bottino possibile. Le due neopromosse, come da tradizione, sono squadre compatte, toste e dure. Poi ci sarà la Vis, altra squadra di qualità. In ogni caso quello che conta sono i punti e noi vogliamo farne il più possibile".

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