Quindici anni di gloria, ma ora è di nuovo Serie D. Pontedera, che bel guaio è stato fatto!
Era la lontana stagione 2011-2012, e dopo un periodo buio il Pontedera riconquistava la Serie C, quella categoria che quest'oggi, 15 anni dopo, perde a due giornate dalla conclusione della regular season. Al termine di una stagione convulsa che nel Girone B della categoria non prevedeva nemmeno la retrocessione diretta da ultimo posto, cancellata dopo l'esclusione del Rimini dal torneo. Ma i granata non hanno neppure centrato i playout, complice la sconfitta odierna contro il Ravenna e il pareggio - ieri - della Torres.
Un bottino di soli 20 punti in 33 gare, 18 dei quali conquistati sotto la gestione del tecnico Leonardo Menichini, esonerato a dicembre come fosse il colpevole di un anno che è partito male ed è terminato peggio; certo, i tecnici sono i primi a essere incolpati dei disastri sportivi - e sorte diversa non è toccata al successore Simone Banchieri e non toccherà probabilmente neppure all'attuale allenatore granata Piero Braglia -, ma fa specie che nel corso del campionato nessuno della società - nuova presidenza o il Ds Carlo Taldo - si sia esposto per offrire un quadro più chiaro di quella che è la situazione. O meglio, la nuova proprietà, che fa capo al fondo brasiliano Sportheca, si è espressa solo tramite comunicati stampa, tanto che, addirittura, la possibilità di presentare domanda di riammissione alla prossima stagione di Serie C è stata annunciata dal sindaco della città Matteo Franconi (dopo ovviamente un confronto con la nuova gestione).
Accusare solo allenatori e calciatori - che hanno indubbiamente le loro colpe - è quindi troppo banale e semplicistico, ma allo stato attuale anche ricordare un mercato poco funzionale o una proprietà troppo silenziosa serve a poco, fa solo cronaca. Del resto, la frittata è fatta.











