Il sogno del Rayo è finito, ora sarà rivoluzione: via mister Inigo e tanti protagonisti
A Vallecas il dolore per la finale di Conference League persa è ancora fortissimo. Il sogno europeo del Rayo sembrava ormai a un passo, prima di svanire proprio sul più bello. Ma oltre alla delusione sportiva, si respira anche un forte senso di nostalgia: la sensazione condivisa è che questo gruppo, definito da Camello "una banda di amici", sia arrivato alla fine del suo ciclo.
Il primo grande addio dovrebbe riguardare la panchina. Anche se manca ancora l’annuncio ufficiale, tutto lascia pensare che Iñigo Pérez non rinnoverà il contratto con il Rayo e sia destinato al Villarreal. In due anni e mezzo il giovane allenatore, appena 38enne e alla sua prima esperienza da tecnico principale, ha compiuto un autentico capolavoro: salvezza tranquilla, miglior piazzamento della storia del club in Liga, qualificazione alla Conference League e addirittura finale europea. "Stiamo parlando con lui da tempo, ma dobbiamo essere realistici", aveva ammesso il direttore sportivo Cobeño. "Ha fatto una stagione straordinaria ed è normale che tanti club importanti si siano interessati a lui".
Non sarà però l’unico saluto. Scadranno infatti i contratti di Mumin, Espino e Unai López, tutti con diverse offerte già sul tavolo. Anche altri protagonisti della stagione potrebbero partire davanti a proposte importanti: Ratiu, Pathé Ciss e De Frutos sono i nomi più richiesti sul mercato. Chi sicuramente non continuerà con la maglia del Rayo è Óscar Trejo. Il fantasista argentino ha già annunciato l’addio a fine stagione, anche se non ha escluso un futuro diverso all’interno del club. Lo Sporting resta alla finestra e i prossimi giorni saranno decisivi.
Ci sono poi i giocatori in prestito, come Carlos Martín, Ilias, Gumbau e Mendy, il cui futuro è ancora da definire. Il Rayo, però, vorrebbe trattenere almeno il giovane centrale come investimento per il futuro. "Questo è stato l’ultimo giorno di questo gruppo", ha confessato Óscar Valentín. "Vogliamo goderci ogni ultimo momento insieme perché quello che abbiamo vissuto è stato incredibile. Siamo una famiglia". Una frase che racconta perfettamente il clima che si respira oggi a Vallecas: il sogno continua, ma probabilmente con volti diversi.











