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Dzeko all’Inter, mancano tre milioni. Lautaro fino al 2024. Sanchez ok alla Roma, ma in ballo c’è anche Icardi. In nerazzurro torna Eder. Juve tra Scamacca e Locatelli. Ibra e Lukaku oggi decide il giudice sportivo. Toro e Mandragora più vicini

Dzeko all’Inter, mancano tre milioni. Lautaro fino al 2024. Sanchez ok alla Roma, ma in ballo c’è anche Icardi. In nerazzurro torna Eder. Juve tra Scamacca e Locatelli. Ibra e Lukaku oggi decide il giudice sportivo. Toro e Mandragora più viciniTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
venerdì 29 gennaio 2021 08:21Editoriale
di Enzo Bucchioni

Dzeko e l’Inter sono divisi da tre milioni di euro. Detta così questo potrebbe sembrare un affare praticamente concluso, ma oggi anche la modica (si fa per dire) cifra di tre milioni di euro può essere un ostacolo invalicabile se ti chiami Zhang e per l’Inter non puoi più tirare fuori un euro.

Comunque la famosa notte porterà l’ancor più famoso consiglio e se questi tre milioni deciderà di metterli la Roma con una sorta di uovo di Colombo (ciascuna squadra continua a pagare lo stipendio al suo giocatore in prestito), si chiuderà tutto già stamattina con lo scambio Dzeko-Sanchez che non è propriamente lo scambio del secolo, ma può diventare il colpo più importante di questo fiacco mercato invernale.

A muovere le pedine, a cercare l’incastro giusto è stata la Roma che dopo il divorzio insanabile tra l’allenatore Fonseca e l’attaccante bosniaco in pratica fuori rosa, rischiava e rischia di trovarsi separato in casa un giocatore così importante. Perdita tecnica ed economica allo stesso tempo. Il nuovo direttore Tiago Pinto sta cercando una soluzione in tutta Europa e dopo aver incassato i no di Chelsea e City, dopo aver chiamato il Psg per fare lo scambio con Icardi, ieri c’ha provato con l’Inter da sempre innamorata di Dzeko.

L’incontro fra Ausilio e Pinto è andato in scena ieri sera e si è trovata una interessante sintesi così fatta: Dzeko che guadagna 7,5 milioni va all’Inter che gira alla Roma Sanchez che di milioni ne guadagna 7. Praticamente uno scambio alla pari che sarebbe andato benissimo. Il famoso asino è caduto sul fisco. Il contratto di Sanchez è regolato da una fiscalità diversa e più vantaggiosa con il decreto crescita, che consente all’Inter un cospicuo risparmio. Insomma, senza entrare in tecnicismi fiscali, pagare Dzeko costa molto di più, l’Inter ci rimetterebbe circa tre milioni e invece Ausilio può fare lo scambio soltanto alla pari. Io ti do una cosa a te (Dzeko), tu mi dai una cosa a me (Sanchez), su questo si sono lasciati per pensarci, per trovare una soluzione tecnica sugli stipendi. La Roma, pur di risolvere una grana che rischia di condizionare tutto il girone di ritorno, potrebbe anche decidere di accollarsi l’onore dei tre milioni oppure se possibile burocraticamente, come detto, le due società potrebbero continuare a pagare gli stipendi ai loro giocatori anche se giocano altrove. Vediamo. Non resta che aspettare.

Sotto l’aspetto tecnico Conte sarebbe felice. Dzeko era già stato inseguito l’anno scorso e può essere sia l’alternativa a Lukaku, ma con il belga può anche giocare in coppia per la grande intelligenza tattica. Una soluzione più fisica e tattica rispetto al più leggero Sanchez, che meglio si addice al gioco di questa Inter. E Sanchez è gradito a Fonseca che ama un attacco molto tecnico e rapido, può essere l’alternativa a Pedro, ma anche giocare con lo spagnolo dietro a Mayoral nel 3-4-2-1.

E se questo scambio non andasse in porto?

Tiago Pinto ha parlato con Leonardo e il Psg avrebbe gradito uno scambio di prestiti con un Icardi da rilanciare. Il dirigente brasiliano, però, nella trattativa pare abbia voluto inserire anche l’acquisto di Pellegrini che piace molto a Pochettino. Sul no secco della Roma l’ipotesi di scambio è andata in archivio, ma alla fine del mercato mancano quattro giorni.

Tornando all’ipotesi di scambio Dzeko-Sanchez, se dovesse andare in porto l’Inter potrebbe pensare di portare a casa praticamente a zero anche Eder, per avere un altro brevilineo alternativa a Lautaro. Eder in Cina giocava nella squadra di Suning, la stessa proprietà dell’Inter.

A proposito di Lautaro, nell’intensa giornata di ieri, i dirigenti nerazzurri hanno incontrato anche i procuratori di Lautaro e l’accordo è fatto. Mancano l’ufficialità e le cifre precise, ma l’accordo sarà prolungato per cinque milioni l’anno fino al 2024 con la stessa clausola rescissoria da 111 milioni. In attesa di riscontri ufficiali…

Restando in casa Inter, ma allargando al Milan, oltre il calciomercato c’è grande apprensione per la vicenda Lukaku-Ibra. Come finirà?

Oggi farà conoscere la sua decisione il giudice sportivo e secondo indiscrezioni tutto dovrebbe finire con i due gialli e quindi la squalifica per un turno a Ibra poi espulso per doppia sanzione e un turno anche a Lukaku che era diffidato. Pare che Valeri nel referto non abbia calcato la mano.

Potrebbe però succedere che, visto il clamore mediatico, il giudice chieda approfondimenti e il ricorso agli audio con l’apertura di un’inchiesta. Una possibilità che non è esclusa e tiene parecchio in ansia le due società.

Tornando al mercato, si muove sottotraccia la Juve che non ha bisogni impellenti, ma sta costruendo opportunità per il futuro nel suo progetto di ringiovanimento. Si parla da giorni con il Sassuolo e l’argomento è tornato ad essere Scamacca che, guarda caso, starebbe per tornare in Emilia dal prestito al Genoa. Ma non solo Scamacca. La Juve non vuole il prestito con obbligo di riscatto a 22 milioni che il Sassuolo ha messo sul tavolo giorni fa per l’attaccante, così Paratici ha rilanciato con un doppio prestito, Scamacca alla Juve e il giovane talento Fagioli (valutato attorno ai dieci milioni) al Sassuolo. Per poi decidere tutto a giugno quando la Juventus cercherà di chiudere per il vecchio pallino Locatelli.

Molto attivo per l’immediato, invece, è il Torino che dopo aver preso Sanabria (si lavora sulla burocrazia per farlo convocare già stasera anche se è difficile) s’è buttato pesantemente su Mandragora, quel regista che risolverebbe i problemi di Nicola. L’idea è quella di un prestito fino al 2022 con obbligo di riscatto, ma l’operazione è complessa perché il cartellino è di proprietà della Juve con l’Udinese che vanta la ricompra legata a diversi bonus e rendimento. Quasi un rompicapo, per trovare la quadra e mettere d’accordo tutti serve tempo, intanto c’è il via libera del giocatore.

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