Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche

Arriva il momento di fermarsi, per un attimo, e riflettere sul valore della vita. È morto un ragazzo di 28 anni: il calcio e tutto il resto non possono che restare in secondo piano

Arriva il momento di fermarsi, per un attimo, e riflettere sul valore della vita. È morto un ragazzo di 28 anni: il calcio e tutto il resto non possono che restare in secondo pianoTUTTO mercato WEB
Lorenzo Di Benedetto
giovedì 3 luglio 2025, 16:27Editoriale
Lorenzo Di Benedetto

Una tragedia. Inutile girarci intorno con altre parole. Il mondo, non solo quello del calcio, piange per la morte di un ragazzo di 28 anni, insieme a suo fratello, ancora più piccolo. E allora ecco che arriva il momento di fermarsi, per un attimo, e riflettere sul valore della vita, a prescindere dai mestieri, dagli stipendi, dai riflettori puntati addosso. Diogo Jota era un calciatore, che vestiva la maglia di uno dei club più importanti del mondo, e se n'è andato dopo essere stato coinvolto in un incidente stradale. Ma oltre alla cronaca c'è altro, molto di più.

Il mondo del calcio lo piange, senza dubbio, ma è riduttivo accostare una morte allo sport. Perché il portoghese si era sposato lo scorso 22 giugno, aveva tutta la vita davanti, e lascia sua moglie e soprattutto i suoi tre figli piccoli. Chiaro che, senza entrare troppo nella retorica, quando un personaggio famoso lascia questo mondo la cassa di risonanza mediatica è diversa, ma di fronte a questo tipo di tragedia non è mai il caso di fare figli e figliastri. La vita è un viaggio fantastico, nel quale molto spesso tendiamo, quasi tutti, a perdere troppo tempo nelle cose poco importanti. I momenti di riflessione dovrebbero essere all'ordine del giorno ma è inutile nascondersi: quando accadono tragedie come questa fermarsi risulta più "semplice".

Lo ripetiamo, non vogliamo cadere nella retorica, ma è importante capire che non sono i soldi a fare la differenza nella vita di tutti noi, non sono i contratti multimilionari, non sono i gol o gli assist, non sono lusso e sfarzo. Diogo Jota era un ragazzo, di soli 28 anni, suo fratello André ne aveva soltanto 26, e questo fa capire che in un mondo dove negli ultimi mesi stiamo assistendo a guerre e sofferenze sarebbe il caso di riflettere ancora di più su quello che può succedere da un momento all'altro, dando ancora più importanza a ogni singolo momento. Quello del portoghese è soltanto l'ultimo incidente stradale nel quale un calciatore perde la vita: da Scirea a Reyes, passando per Mayele, Niccolò Galli, Vittorio Mero e tanti altri ancora. Il valore della vita è troppo spesso sottovalutato, per colpa nostra, per la frenesia che avvolge le giornate di tutti noi. E allora fermiamoci tutti un attimo, cercando di ricordarci il valore della vita, di quanto sia bella, ma anche imprevedibile.

Altre notizie Editoriale
Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile