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Locatelli e Spinazzola, Ancelotti li vuole al Real: attenta Juve. Inter, via anche Lautaro, arriva Raspadori. Chelsea forte su Hakimi offre Alonso. Milan, Tomori ufficiale. Gattuso verso Tottenham. Fiorentina, fatta per Nico Gonzalez

Locatelli e Spinazzola, Ancelotti li vuole al Real: attenta Juve. Inter, via anche Lautaro, arriva Raspadori. Chelsea forte su Hakimi offre Alonso. Milan, Tomori ufficiale. Gattuso verso Tottenham. Fiorentina, fatta per Nico GonzalezTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
venerdì 18 giugno 2021 06:50Editoriale
di Enzo Bucchioni

Una delle tante cose del calcio che non capisco (di sicuro è un problema mio) si chiama Manuel Locatelli. Quei due o tre lettori che mi seguono ricorderanno che da almeno un paio d’anni su questo nostro giornale online e non solo, mi chiedo puntualmente perché un giocatore come Locatelli debba giocare ancora a Sassuolo. Con tutto l’ovvio rispetto per il grande Sassuolo che forse è stata la sua fortuna. La mia provocazione era rivolta a quei geni del Milan che prima hanno venduto il giocatore dopo averlo lanciato in serie A a sedici anni, senza tenersi neppure uno straccio di ricompra, ma anche a quelli che preferiscono comprare Minkiovic o Cazzinho invece di prendersi questo talento assoluto in continua crescita che adesso hanno scoperto tutti dopo i due gol in Nazionale. Tardi.

Perché la Juventus non l’ha preso l’estate scorsa quando passava l’ultimo treno utile? Hanno preferito McKennie o (peggio) Artur per un centrocampo che più modesto non si può. Ufficialmente si sono spaventati per le richieste del Sassuolo, in realtà, diciamolo, Paratici non ci credeva fino in fondo altrimenti una strada si sarebbe trovata. E adesso? La sensazione che sia troppo tardi è molto forte. Se il Sassuolo chiedesse 50 milioni per questo ragazzo che ha appena 23 anni e un’esperienza già lunga, non mi meraviglierei e a certe cifre la Juve potrebbe far fatica. Fagioli e Dragusin più trenta milioni? Potrebbe essere una base di partenza, ma l’Europeo ha fatto conoscere Locatelli al mondo e confermato l’interesse (ad esempio) che Ancelotti aveva già. L’allenatore del Real conosce bene il ragazzo, lo segue da tempo e adesso sarebbe finito nella lista degli acquisti presentata a Florentino Perez. Ma non solo Real, la corsa è partita e il rischio beffa per la Juventus è forte come successe a suo tempo per Verratti e più di recente per Haaland.

E se due gol del centrocampista sono un problema per portarlo a Torino, la doppietta di Ronaldo può aiutare invece a invogliare lo United o il Psg che da settimane riflettono e parlano con Mendes. In sospeso c’è sempre Pogba, ma il confine fra speranza-tentativo e realtà sembra ancora forte. Certo è che il Pogba visto l’altra sera contro la Germania basterebbe da solo a rilanciare il centrocampo bianconero. Locatelli o non Locatelli.

I giochi sono tutti da fare, era chiaro e prevedibile che le partite dell’Europeo avrebbero spostato i valori e gli interessi.

Tornando al Real, l’arrivo di Ancelotti ha acceso i riflettori sul nostro campionato e sulla nazionale, il tecnico conosce bene il valore dei giocatori. Così non solo Locatelli, sul taccuino c’è anche Spinazzola che il Real sta trattando con la Roma. Sul piatto lo scambio con Borja Maioral. Pista da seguire.

L’Inter non ha di questi problemi, ne ha altri, ma il valore di Hakimi e Lautaro Martinez è consolidato. Nonostante le smentite, infatti, sicuramente non basterà una cessione eccellente (Hakimi, appunto) ma ne serviranno due e l’argentino può diventare una plusvalenza accattivante. C’è una strategia. Non a caso i nerazzurri stanno cercando di prendere Raspadori dal Sassuolo (la richiesta è venti milioni), un attaccante dalle caratteristiche che si compendiano bene con quelle di Lukaku che può anche essere una giusta controfigura dell’argentino. Se riesci a piazzare Lautaro (l’anno scorso la richiesta era attorno ai cento) puoi spendere questa cifra per Raspadori, risparmiando molto anche sull’ingaggio. E c’è la speranza che il ragazzino possa crescere in fretta vicino a Sanchez e Lukaku.

Per Hakimi oltre al Psg c’è forte pure il Chelsea che sta completando l’offerta inserendo nel pacchetto anche Alonso o Emerson Palmieri graditi all’Inter. I nerazzurri valutano Hakimi 80 milioni, ma chiedono cash.

Il Milan porta a casa Tomori. E’ ufficiale. Grande colpo, ovvio, costato 28 milioni di euro versati nella casse del Chelsea. Tomori che si chiama Fikayo di nome, ha firmato un contratto fino al 2025. Maldini e Massara hanno sistemato la difesa, prossimo colpo Giroud in attesa di mettere la parola fine alla vicenda Calhanoglu con un’opzione in meno: De Paul è andato all’Atletico.

Nel frattempo sta tenendo banco l’imbarazzante vicenda Gattuso. E’ durato poco più di venti giorni il rapporto con la Fiorentina, il contratto (ovvio) non era ancora stato depositato perchè fino al primo luglio non si può, e quindi è stato più facile strappare tutto. Difficile capire cosa sia realmente successo.

Era dall’autunno del 2019 che il presidente Rocco Commisso inseguiva l’allenatore, calabrese come lui, uno che si è fatto da solo come lui, suo idolo del mondiale 2006, e dopo un lungo corteggiamento era riuscito a portarlo a Firenze. Possibile che non si sapesse che Gattuso è rappresentato da Mendes? Come mai s’è voluto fare mercato con il super procuratore portoghese visto che Gattuso a Napoli non ha fatto prendere neppure un calciatore della sua stessa scuderia?

E’ possibile che le commissioni da pagare e i costi per certi giocatori come Oliveira fossero troppo alti, ma le vie del mercato sono infinite e le trattative ancora lunghe, perché ci si è fossilizzati su Mendes?

Se la società ha deciso da mesi di prendere un allenatore con la personalità forte come Gattuso è evidente che ha speso parole e fatto promesse per convincerlo, qualcosa non ha funzionato nel rapporto fra l’allenatore e i manager. Di sicuro Rino si aspettava una squadra profondamente rinnovata, ha avuto la sensazione che invece il rinnovamento non si volesse più fare. Vicenda comunque imbarazzante per tutti e la Fiorentina si ritrova con tutti i piani saltati e una panchina vuota quando c’è da rifondare. Adesso?

Il nome forte non c’è più. Sono stati offerti Fonseca e Garcia, ex Roma entrambi e tutti e due giochisti. Ma Fonseca bocciato dal Tottenham per prendere Gattuso non può andare a Firenze. La tentazione è di puntare su un italiano giovane, sondati Liverani grazie a Moggi junior e Italiano emergente dello Spezia che però aveva detto sì pochi giorni fa alle Aquile e sarebbe scorretto far cestinare un contratto. E poi bravo Italiano, ma per tornare a infiammare la piazza delusa forse serve qualcosa che oggi non c’è più.

Tornando a Gattuso, il suo procuratore potente l’ha immediatamente proposto al Tottenham dove Paratici vuole un italiano o proveniente dal nostro campionato. E, fra l’alto, avrebbe portato volentieri Rino anche alla Juve. Dopo il no di Conte e Fonseca saltato, Gattuso può essere la soluzione anche per il 4-2-3-1 che al Tottenham piace.

La Fiorentina, in attesa dell’allenatore, potrebbe invece rispondere alla delusione della piazza con il primo grande colpo capace di far dimenticare in fretta la delusione per la rottura con Gattuso che era visto come l’allenatore della ripartenza viola.

Dall’Argentina parlano di un accordo con Nico Gonzalez, 23 anni, esterno della nazionale, ma anche in grado di giocare in mezzo, per una cifra attorno ai 23 milioni più quattro di bonus. Conferme arrivano anche dall’entourage viola. Questo sarebbe il primo colpo firmato da Burdisso che sarebbe riuscito a convincere il giocatore a non andare al Brighton dove l’aveva indirizzato lo Stoccarda.

Comunque, tornando alla rottura Fiorentina-Gattuso, pur senza dichiarazioni ufficiali, si percepisce comunque il fastidio della Fiorentina per lo strapotere di Jorge Mendes. Il superprocuratore per pilotare verso Firenze due-tre giocatori forti della sua scuderia (Oliveira, Corona e Guedes) avrebbe preteso provvigioni tali da indispettire Rocco Commisso. E comunque questi centri di potere calcistico, al di là di Gattuso, turbano parecchio la Fiorentina che l’anno scorso è stata la quinta società italiana per milioni versati proprio ai procuratori. Ma non solo i viola. E’ ancora viva la vicenda Donnarumma-Milan e il signor Ceferin sta a guardare.

Sono anni che si attendono normative al passo con i tempi per disboscare le selve del pallone, ridimensionare i monopoli, contingentare i portafogli di certi procuratori e rendere il calcio più trasparente. Ma è più facile pensare alle bottigliette di Coca Cola spostate da Ronaldo che hanno fatto arrabbiare Ceferin con tanto di comunicato ufficiale e richiamo alle Nazionali. Lo sponsor è sacro, come i procuratori.

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