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Tutti i retroscena sull'arrivo di Domenico Tedesco al Bologna. Finalmente una scelta diversa (anche se non era tra le prime tre opzioni di Sartori)

Tutti i retroscena sull'arrivo di Domenico Tedesco al Bologna. Finalmente una scelta diversa (anche se non era tra le prime tre opzioni di Sartori)TUTTO mercato WEB
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Raimondo De Magistris
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Raimondo De Magistris
Oggi alle 00:00Editoriale
Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per TMW dal 2008, è stato vicedirettore per 10 anni. Inviato al seguito della Nazionale, conduttore per Radio Sportiva

Domenico Tedesco nato a Rossano ma cresciuto a Aichwald, in Germania, è il vero elemento di novità di una Serie A che anche dopo una stagione sciagurata ha pensato bene di riciclare sempre gli stessi nomi per il valzer delle panchine. Laureato in Ingegneria Gestionale, ex dipendente della Mercedes-Benz con un master in gestione dell'innovazione, ha intrapreso la carriera da allenatore senza precedenti da calciatore nel calcio professionistico. A 23 anni è già allenatore del settore giovanile dell'ASV Aichwald, a 25 fa il salto guidando i ragazzini dello Stoccarda e poi nel 2017 - dopo aver allenato anche nelle giovanili dell'Hoffenheim e salvato un Erzgebirge Aue che sembrava spacciato - riceve la grande chiamata dello Schalke 04. La riceve a 31 anni, un anno dopo aver completato il corso per allenatori della DFB (Federazione calcistica tedesca) insieme all'attuale CT della Germania Julian Nagelsmann. Risulterà il migliore del suo corso.

In Italia visti gli scarsi trascorsi da calciatore sarebbe praticamente impossibile una trafila così rapida. E invece Tedesco la prima stagione alla guida dello Schalke 04 la conclude al secondo posto in Bundesliga, alle spalle del Bayern Monaco. Da lì in poi inizia un lungo girovagare prima in Germania e poi in Europa. Va in Russia per guidare lo Spartak Mosca, vola a Istanbul per diventare il manager del Fenerbahce. Nel mezzo il Lipsia ma anche il ruolo di CT del Belgio con risultati che non erano quelli desiderati. Però tutto fa esperienza e Tedesco che in carriera ha vinto una Coppa di Germania e una Supercoppa di Turchia oggi, a 40 anni, ha una curriculum che gli allenatori italiani si sognano a 60. Parla sei lingue, non ha mai perso il contatto con l'Italia e adora Lucio Dalla. E allora da dove iniziare la sua avventura in Serie A se non da Bologna?

Giovanni Sartori non l'ha scelto certo per i suoi gusti musicali, ma anche per il suo pragmatismo. Nei colloqui intercorsi tra le parti ha mostrato grande praticità, un tecnico aziendalista che sa adattarsi alle situazioni. In carriera ha quasi sempre adottato il centrocampo a quattro, ma a Bologna è pronto a ripartire dal 4-3-3 o dal 4-2-3-1. A dar seguito alle idee di quel Vincenzo Italiano che è stato sedotto e poi bidonato da Aurelio De Laurentiis. Lo farà provando a mettere in mostra un calcio aggressivo, ma difensivamente meno spregiudicato. Lo farà sapendo che il Bologna perderà Lucumì e ascolterà offerte (ma devono essere molto importanti...) per Castro e Rowe. Lo farà con qualche richiesta specifica soprattutto in mezzo al campo, ma ben consapevole della realtà in cui va a cimentarsi.

Tedesco è uomo di mondo. Approda a Bologna sapendo che per Giovanni Sartori non era la prima scelta. Che arriva dopo la decisione di Fabio Grosso di andare alla Fiorentina, dopo che né Palladino e nemmeno De Rossi - per motivi diversi - sono riusciti a trovare un punto d'incontro per sposare la causa rossoblù. Il Bologna avrebbe preferito un tecnico nato e calcisticamente cresciuto in Italia, ma poi ha scelto il più italiano degli allenatori stranieri. Un modello? Massimiliano Allegri. "Tra una esperienza e l’altra ho sempre cercato di studiare, di innovare il mio gioco. Ho osservato da vicino molti allenatori, uno su tutti Allegri. Quando allenava la Juventus mi ha sempre aperto le porte per vedere da vicino i suoi allenamenti. È una persona straordinaria, molto umile. Poi mi rivedo in una sua affermazione: a un certo livello è la qualità di un giocatore a fare la differenza", raccontava poco meno di un anno fa. Tedesco da tempo cercava l'opportunità in Serie A. Aspettava quella giusta e finalmente è arrivata: "Cerco un posto in cui avere continuità: avere 3 anni in cui poter portare la mia filosofia". Risultato? Col Bologna firmerà un contratto di due anni con opzione per il terzo.

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