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Belgio-Italia, Baseggio: "I Diavoli Rossi sono maturi. Occhio in mezzo, Witsel non è al top"

ESCLUSIVA TMW - Belgio-Italia, Baseggio: "I Diavoli Rossi sono maturi. Occhio in mezzo, Witsel non è al top"
venerdì 02 luglio 2021 12:00Euro 2020
di Gaetano Mocciaro

Walter Baseggio è stato uno dei centrocampisti più interessanti a cavallo tra la fine degli anni '90 e i primi anni del 2000. Belga di origine italiana il suo nome è stato accostato per anni a squadre italiane e solo per un breve periodo, a 27 anni, il sogno è stato realizzato, con il sorprendente passaggio al Treviso neopromosso in Serie A. 27 presenze con i Diables Rouges, ai microfoni di Tuttomercatoweb ci presenta la sfida di Monaco di Baviera fra Belgio e Italia:

Walter Baseggio, quanto guadagna il Belgio con De Bruyne e Hazard?
"Con loro è differente, hanno più qualità ma come abbiamo visto contro la Russia dove i due erano assenti ci sono sempre giocatori che possono fare la differenza".

I favori del pronostico sono per il Belgio
"Sarà una partita molto difficile per entrambe, il ranking dice che il Belgio è favorito anche se io ai ranking non do troppo peso. Diciamo che la bilancia pende in favore dei Diables Rouges 60-40. Col Portogallo la squadra non ha creato molte occasioni ed è stato messo spesso in difficoltà. Ma riconosco che è stata solida, ha gestito giocatori come Cristiano Ronaldo e ha saputo colpire quando doveva farlo. La difesa ha fatto un buonissimo lavoro, il centrocampo invece l'ho visto un po' in difficoltà".

Possiamo dire che la mediana potrebbe essere il punto debole?
"Witsel non è al 100%, è reduce da un lungo infortunio e gli manca il ritmo. E i difensori, per quanto forti nell'uno contro uno potrebbero andare in difficoltà contro giocatori veloci".

Dove deve stare attenta l'Italia?
"Gli azzurri hanno esterni che tendono a spingere, come Di Lorenzo e Spinazzola. Ecco, col Belgio devono fare molta attenzione a non esporsi troppo perché il Belgio sa essere cinico e ha giocatori come Hazard e Lukaku che possono immediatamente colpirti. E poi c'è l'ampiezza della rosa, perché Martinez può permettersi di lasciare in panchina gente come Mertens o Carrasco, che può entrare e fare la differenza".

Cinque anni fa l'Italia batteva il Belgio a Euro 2016. Differenze?
"Il Belgio è cresciuto in esperienza. In mezzo c'è stato un Mondiale che avrebbe potuto vincere, ma ha perso contro una Francia che è stata molto più furba. Ora questo Belgio ha la giusta esperienza, ha un gruppo che è collaudato, una generazione di giocatori che sta insieme ormai da 10 anni e che giocano nei migliori campionati europei. Sono maturi e non è un caso che ora tutti indichino nel Belgio il favorito per la vittoria finale del torneo".

Quanto ha inciso Roberto Martinez sulla crescita di questa squadra?
"Penso che anche Wilmots abbia fatto un buon lavoro, con la differenza che aveva tra le mani un gruppo che era all'inizio del suo percorso, mentre questo è nel pieno della maturità. Ha sicuramente fatto bene e c'era bisogno probabilmente di un allenatore straniero perché non c'erano grandi ex calciatori belgi in grado di poter fungere da esempio, come Mancini e il suo staff nell'Italia. Vedremo chi verrà dopo di lui, magari Thierry Henry".

Che partita ci dobbiamo aspettare?
"Molto tattica, col Belgio praticamente invariato rispetto alla partita col Portogallo. I lusitani non hanno lavorato bene sulle ali ed è quello che l'Italia deve fare".

La generazione attuale è nel pieno della maturità. Come vede il futuro del calcio belga: c'è una nuova generazione che può raccogliere il testimone di questa squadra?
"C'è qualche buon giovane, ma la generazione che c'è adesso è difficile da ripetere. Chi vuole crescere però deve lasciare il Belgio e fare esperienza in un campionato più importante, per accelerare la maturazione. Come del resto hanno fatto i vari De Bruyne, Hazard e Lukaku. Fra le nuove leve De Katelaere del Brugge non è male, così come Lokonda dell'Anderlecht che credo partirà in questa sessione di mercato".

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