Aria di rivoluzione all'Atalanta: Palladino e D'Amico possono salutare. Occhio a Giuntoli
La prossima potrebbe essere un’estate di profonde trasformazioni per l’Atalanta. Il primo anno dell’Era Post Gasperini non ha restituito indietro alla piazza, alla tifoseria e probabilmente neppure alla proprietà dei nerazzurri la sensazione di poter fare a meno dello spettro ingombrante dell’epoca che si è chiusa un’estate fa e per questo potrebbero cambiare i volti dei principali protagonisti di casa Dea. In panchina e non solo.
Cominciando dall’allenatore, la posizione di Raffaele Palladino appare tutt’altro che stabile. Il passivo della pesante eliminazione dalla Champions League, pur accolta tra gli applausi della sua gente, incide nelle valutazioni globali del suo operato, così come l’occasione persa della finale di Coppa Italia svanita sul proprio campo, ai calci di rigore contro la Lazio. E le parole del tecnico in conferenza stampa sui mancati segnali dati in sua direzione dall’Atalanta, sembrano far presagire l’aria dell’addio: "Io qui a Bergamo sto benissimo, spero di poter costruire bene per la prossima stagione un'Atalanta competitiva e forte per aprire un nuovo grande ciclo. Per il momento non ho ricevuto dei segnali".
Prima del tecnico, però, l’idea dei Percassi è di risolvere anche la situazione dirigenziale. L’attuale DS Tony D’Amico d’altronde è corteggiatissimo, e alla Roma si è aggiunto adesso anche il Milan. Per sostituirlo un’idea forte porta a Cristiano Giuntoli, scudettato col Napoli e fermo dopo il biennio trascorso alla Juventus.











