Il riscatto dell'"esiliato" Gabbia e di provvidenza Jovic: il Milan ribalta il Frosinone
Vedere Frosinone-Milan ha dato una sensazione di déjà vu. Precisamente riportandoci a Udine, lo scorso 20 gennaio: il Milan che va in vantaggio, subisce presto il pari e nella ripresa va sotto. Si teme il peggio, poi te la risolve chi entra dalla panchina, ribaltando completamente la situazione. Come in Friuli, i rossoneri vincono, con indosso la stessa discutibile terza divisa, per 2-3 e c'è ancora lo zampino di Luka Jovic. Con la differenza che stavolta il serbo segna l'ultimo e decisivo gol.
Il serbo è arrivato al quinto gol in campionato e ad eccezione di quello segnato all'Atalanta sono tutti pesantissimi. In pratica la versione anni '20 del Daniele Massaro che tanto provvidenziale fu per Fabio Capello negli anni '90. Meritevole di menzione Olivier Giroud, che ha eguagliato il numero di reti in campionato della stagione d'esordio e che ha servito l'assist del 2-2: un vero gigante. E Matteo Gabbia, l'autore del gol del pareggio. Il difensore è il simbolo del riscatto di chi, forse ingiustamente, era stato esiliato in Spagna per lasciare spazio a un Pellegrino già di fatto bocciato dopo la pessima prova col Napoli (con infortunio annesso). Primo gol in Serie A per il giocatore cresciuto in rossonero e forse, questi sei mesi all'estero, ce lo hanno riconsegnato più consapevole delle sue qualità.
Note negative, un Maignan lontano dall'aggettivo "Super" che si è guadagnato negli anni sul campo e gli ex Chelsea Pulisic e Loftus-Cheek, lontani dai propri standard. E poi "Stakanov" Reijnders, che rimediando un cartellino giallo dovrà saltare la sua prima partita con la maglia del Milan, la delicata sfida di San Siro contro il Napoli. Stefano Pioli raccoglie il buono che ha portato la serata dello "Stirpe" e risponde alle voci che lo vedono lontano dal Milan a giugno.






