Il Verona torna a sorridere dopo quattro mesi. Da condannare i cori contro Makoumbou
Una vittoria che pesa, in tutti i sensi. Il Verona finalmente si toglie dalla zona rossa della classifica grazie al 2-0 rifilato al Cagliari, un successo fondamentale per poter tornare a sorridere dopo quattro mesi d'astinenza. A decidere la sfida Ngonge e Djuric, entrambi nel secondo tempo: il numero 26 come al solito ha fatto il bello e il cattivo tempo, evidenziando quel pensiero fuori dagli schemi che può fare la differenza in zona salvezza.
Le parole di Baroni
Ad evidenziare l'importanza del successo è stato il tecnico degli scaligeri al termine del match: "Siamo contenti per tutto e per i tifosi. Era tanto che volevamo urlare di gioia. Abbiamo portato bene avanti la partita e nel primo tempo non è stato facile. Loro sono una squadra forte, che ha fisicità e capisco i risultati che hanno fatto nelle ultime partite, sono una squadra che non molla mai. Abbiamo fatto due cambi perché avevamo bisogno di maggiore spinta a sinistra. Siamo contenti. Il tempo di fare una festa veloce e poi dobbiamo preparare la prossima partita".
Cori da condannare
L'unica macchia del match restano i cori contro Makoumbou. Il centrocampista congolese, uscito dal campo dopo l'espulsione, è stato bersagliato dai soliti ululati razzisti: un costume italico, appunto, come ribadito dallo stesso Ranieri. E da condannare assolutamente.






