Napoli freme per lo scudetto, ma Sarri non ci sta: "Spero festeggino più tardi"
Napoli freme. L'attesa lunga trent'anni è ormai giunta al termine e gli azzurri si preparano a festeggiare il terzo scudetto della propria storia, che potrebbe arrivare già oggi, in caso di mancato successo della Lazio di Maurizio Sarri in campo contro l'Inter. E la vigilia di questa (possibile) storica giornata è stata accompagnata dalle parole dei protagonisti, a partire dal tecnico del Napoli Luciano Spalletti, pronto a festeggiare la prima Serie A della sua carriera: "Mancano ancora dei punti, non si è fatto ancora", spiega scaramanticamente Spalletti. "Ricordo quando ne parlai in famiglia, condivido con due figlioli ormai grandi, e tutti e due, come se fossero stati in curva ad un gol di Maradona, mi hanno detto a Napoli non si può non andare, ma poi si deve vincere perché ci sono stati allenatori e calciatori fortissimi che hanno fatto un calcio magnifico che mi ha sempre entusiasmato. C'è una sola possibilità per uscirne gioiosi, vedo anche dalle dichiarazioni che si esce scontenti se non si vince... (ride, ndr). Ora dobbiamo fare i punti che mancano e si ragionerà d'altro, se si avvererà, vedremo".
Ma a mettere i bastoni tra le ruote potrebbe proprio essere un ex azzurro come Maurizio Sarri, che in piena lotta Champions ha intenzione di rimandare i festeggiamenti dei suoi tifosi: "Noi dobbiamo pensare alla nostra partita. La tavola è stata apparecchiata per la festa, per la nostra sconfitta. Noi dobbiamo fare il massimo. Il Napoli festeggerà lo stesso, ma speriamo il più tardi possibile”, ha spiegato il tecnico biancoceleste, prima di criticare anche l'orario della partita della Lazio contro l'Inter, alle 12.30: Siamo in una fase di stagione in cui ci sono da fare pochi calcoli, chi salta salta e chi scoppia scoppia. Poi ci sono delle cose su cui non sarò mai d'accordo: la Premier incassa 4 miliardi di sterline dai diritti tv e non fa vedere le partite il sabato. Noi siamo completamente in mano a chi ci dà meno di un quarto. Domani a Milano forse piove, ma visto il periodo potevano esserci anche 33 gradi: come cazzo si fa a giocare alle 12,30? In Italia si fa di tutto per avere un campionato mediocre: le strutture non si hanno, si gioca a orari di merda, si creano tutti i presupposti per fare un brutto spettacolo e poi ci si lamenta che si guadagna meno che in altri campionati. Non riesco a capirlo, siamo in un momento storico in cui potremmo anche risalire, ma con un percorso molto diverso da quello che dovremmo fare. Chi vuole fare il presidente federale parla di nazionale: se non si fanno gli stadi noi siamo morti. Io ho un'età per cui il futuro lo vedrà un altro, ma non sono d'accordo. E non lo dico per fare polemica, ma perché sono innamorato del calcio italiano: è un momento in cui c'è uno spiraglio, ma vedo una serie di lacci che danno la sensazione che ci faranno sprofondare ancora".






