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All'Olimpico è suonato il riscatto del Milan, non di Zlatan Ibrahimovic

All'Olimpico è suonato il riscatto del Milan, non di Zlatan IbrahimovicTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Insidefoto/Image Sport
lunedì 01 marzo 2021 15:45Il corsivo
di Ivan Cardia

Combat pop. Lo suona il Milan dei giovani, che batte la Roma e si riscuote dal torpore col gol decisivo di Ante Rebic: zitti e buoni, dice l’attaccante croato portando il dito alla bocca. Anche a chi aveva tirato il Diavolo fuori dalla lotta scudetto. Mai dire mai, ché la Serie A è un discorso ancora aperto, e anche se questo sembra il momento perfetto dell’Inter i rossoneri sono lì. Vivi, vivaci, combattivi. Una squadra verdissima che sussurra all’Italia pallonata: ho ancora un milione di cose da dirti. All’Olimpico è arrivato il riscatto del Milan, è suonato ora che serviva di più: dopo il passo falso nel derby, dopo il doppio pareggio contro la Stella Rossa che ha significato il passaggio del turno ma non ha scacciato i fantasmi. Si chiedeva una risposta dalla squadra di Pioli, è arrivata una vittoria che allevia tanti dolori come l’arnica.

Non è suonato il riscatto di Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese è stato il principale farmacista che ha messo insieme gli ingredienti di questa miscela esplosiva chiamata Milan, ha dato voce al sogno dei tifosi di tornare a lottare per il tricolore. Insieme a Pioli, certo. Ma è stato con l’arrivo di Ibra che si sono viste le fiamme negli occhi. Fino a poche settimane fa, era impensabile immaginare questa squadra vincere senza il suo giocatore più rappresentativo. Chiamato anche lui a dare risposte: dopo il rientro dall’infortunio ha segnato due doppiette, ma è spesso sparito. Nascosto nelle pieghe del trash talking con Lukaku, che alla fine ha esaltato il belga e lasciato il cuore amaro allo svedese. Nel frattempo, nell’assenza del suo totem, il Milan si era costruito attorno ai suoi giovani, aveva imparato a farsi amare anche senza Ibra. Uscito ieri, dolorante, e con la testa che sicuramente gli diceva potevi fare di più.

Ora il festival. Alla fine, le polemiche passeranno in secondo piano. Perché Ibra sarà comunque fuori: nuovi esami tra dieci giorni, recita il comunicato. Il riscatto è rimandato, quando potrà dire al suo Milan torno da te. Che squadra troverà nel frattempo? La sinfonia che i ragazzi di Pioli hanno imparato a suonare è come musica leggerissima. Senza Ibra si esalta Leao, si libera Rebic. Lo avessimo scritto due mesi fa, saremmo passati per pazzi. E invece sì. Ora c’è il dubbio che questa squadra abbia capito come fare a meno di quello che è stato il suo trascinatore. Quando ti piaci così, diventa tutto un po’ più facile. E Ibra? Il suo riscatto non è suonato ieri, ma può suonare ancora. È stato l’elemento attorno a cui s’è costruito il sogno scudetto del Milan, basta aspettare il prossimo momento in cui i giovani avranno bisogno di lui. E dire a uno di loro: chiamami per nome.

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