Dal sextape all'ombra di CR7, la lunga e irta strada di Benzema fino al Pallone d'Oro
Pallone d'Oro per la prima volta a 35 anni, solo Stanley Matthews con le sue 41 primavere lo ha battuto per anzianità. Karim Benzema alla fine è riuscito a mettere le mani sul più ambizioso riconoscimento per un giocatore. Impensabile fino a qualche anno fa, con l'ombra di Cristiano Ronaldo da una parte e gli scandali a luci rosse che gli avevano fatto perdere la nazionale.
Chiunque si sia messo sulla sua strada dal 2009, anno del suo approdo al Real Madrid, ha perso il confronto: Van Nistelrooy, Adebayor, Chicharito Hernandez, Higuain, Morata. Eppure i detrattori dicevano che segnava poco, oscurato dal fuoriclasse portoghese con la maglia numero 7. Tanto che il club arrivò a prenderne le difese, pubblicando un video con 50 assist del francese fatti ne LaLiga. In mezzo il caso sextape che vede coinvolto lui e Valbuena. Uno scandalo che lo porta a perdere la Nazionale, saltando Euro 2016 e Russia 2018.
La svolta proprio dopo la rassegna iridata: l'addio di Cristiano Ronaldo, destinazione Juventus, cambia il suo ruolo al Real Madrid come lui stesso ammetterà: "spettava a me entrare in area, fare gol, fare assist per gli altri miei compagni di squadra. Ho preso il comando a modo mio". La scorsa stagione è la sua migliore a livello realizzativo, 44 reti in 46 partite. Vince LaLiga e la Champions League, inevitabile il premio di France Football. Che premia un francese 24 anni dopo Zinedine Zidane, suo allenatore al Real Madrid.
Con la sua vittoria potrebbe chiudersi definitivamente un'era di calciatori nati negli anni '80, iniziata nel 2005 con Ronaldinho, proseguita con Kakà e consegnata a Messi e Cristiano Ronaldo, col brevissimo interregno di Modric. Mbappé e Haaland sono i capifila della nuova generazione destinata a essere protagonista anche in questo riconoscimento.






