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Kroos e De Bruyne si siedono in cattedra e spiegano cosa manca alle big italiane

Kroos e De Bruyne si siedono in cattedra e spiegano cosa manca alle big italianeTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 07 aprile 2021 08:00Il corsivo
di Simone Bernabei

Quanto mancano le italiane, in questa fase della Champions League. Anche senza CR7, Lukaku, Ilicic e Immobile, però, le emozioni non sono certamente mancate nella prima giornata dei quarti di finale. Ed il merito va soprattutto al Real Madrid, al Manchester City e al loro calcio dal timbro spiccatamente europeo. Con all’interno due interpreti di caratura superiore. Toni Kroos, al netto della doppietta di Vini Jr, ha indossato gli scarpini da gala e disegnato calcio contro un Liverpool irriconoscibile anche e soprattutto per merito suo (e dei suoi compagni di reparto). Non solo l’assist e il quasi assist per i primi due gol merengues, nella gara di Toni Kroos c’è tutto. Intelligenza calcistica, qualità sopraffina, visione di gioco, tempi del passaggio, intensità, attenzione alla difesa… Insomma, qualcuno probabilmente lo aveva dato per finito un po’ troppo presto. Lui ed il Real Madrid. Anche perché la sensazione è chiara: quando si accende il tedesco, la squadra di Zidane gira col pilota automatico. Ben più di quando a spiccare sono Modric o Casemiro. Kroos è cervello e direttore d’orchestra di un gruppo che anche senza il condottiero Ramos è finalmente sembrato tale. E i risultati lo dimostrano.

A ben altre latitudini dispensava calcio un altro fenomeno del ruolo. Kevin De Bruyne quando le partite di Champions iniziano a pesare può decidere senza particolari problemi di salire in cattedra e prendersi il premio di man of the match. Purtroppo per il Dortmund, è successo ieri sera. Il belga ha fatto tutto ciò che il miglior centrocampista al mondo deve fare. Idee geniali, corsa, strappi che spostano l’equilibrio della partita. Gol e assist, ovviamente. Il primo gol del City è sintesi perfetta: galoppata di 50 metri fra 4 maglie avversarie, filtrante col contagiri, inserimento e gol. Applausi a scena aperta. Fosse finita lì, poi. La sua gara contro il Borussia è di quelle che riconciliano col calcio. E che fanno capire bene quanto a Juventus e Inter, a Milan e Napoli, a Roma e Lazio, manchi un giocatore (anzi, dei giocatori) del genere. Dei tuttocampisti nel vero senso della parola. Dei cervelli con i piedi dorati, con personalità e capacità di emergere quando i palloni con le stelle pesano e ogni minuto va giocato con la qualità che si richiede a certi palcoscenici. Non sarà certamente questo l’unico motivo del flop italiano in Europa in questa stagione. Ma di certo, avere un De Bruyne o un Kroos, farebbe tutta la differenza di questo mondo.

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