Algeria nel caos dopo i Mondiali: fiducia rinnovata a Petkovic, ma esplode la contestazione
L'eliminazione dell'Algeria ai sedicesimi di finale dei Mondiali 2026 scatena polemiche e tensioni nel Paese. Il ko contro la Svizzera ha chiuso un torneo ben al di sotto delle aspettative dei Fennecs, già apparsi in difficoltà nella fase a gironi. Nel mirino sono finiti il commissario tecnico Vladimir Petkovic e la Federazione calcistica algerina, accusati da tifosi e media di aver gestito in modo discutibile una delle generazioni più attese degli ultimi anni.
Petkovic resta, ma il malcontento cresce
Dopo il Mondiale sembrava inevitabile una separazione con l'ex ct della Svizzera, criticato sia per le scelte tecniche sia per alcune dichiarazioni rilasciate dopo l'eliminazione. Il recente rinnovo di contratto fino al 2028, firmato prima della competizione, ha però complicato qualsiasi ipotesi di esonero per i costi elevati dell'operazione. La federazione avrebbe tentato una risoluzione consensuale, senza successo, scegliendo infine di confermare Petkovic e valutando l'inserimento di un assistente algerino nello staff per ricucire il rapporto con l'ambiente.
Le parole del presidente alimentano la polemica
Secondo quanto riferisce Al Khabar, il presidente della FAF Walid Sadi avrebbe definito pienamente raggiunti gli obiettivi stagionali: quarti di finale in Coppa d'Africa e qualificazione ai Mondiali, traguardo addirittura superato con l'approdo ai sedicesimi. Una lettura che contrasta con il giudizio di gran parte della tifoseria, che considera il cammino iridato un fallimento. Le stesse indiscrezioni parlano di un consiglio federale che non avrebbe contestato la posizione del presidente, mentre anche le recenti iniziative di comunicazione della federazione sono state accolte con scetticismo da media e sostenitori, che continuano a chiedere maggiore trasparenza e un'assunzione di responsabilità dopo la deludente spedizione mondiale.






