Australia, la storia di Irankunda: dal campo profughi al gol storico al Mondiale
La Coppa del Mondo 2026 ha già trovato una delle sue storie più emozionanti. Il protagonista è Nestory Irankunda, esterno offensivo dell'Australia che, con il gol realizzato nella vittoria per 2-0 contro la Turchia, è diventato il più giovane marcatore nella storia dei Socceroos ai Mondiali.
Una rete pesantissima, arrivata al 27' di gioco a Vancouver, quando il ventenne ha attaccato la profondità, superato la difesa turca e battuto il portiere con grande freddezza, regalando il vantaggio alla sua nazionale.
“Mi sono ispirato a Tim Cahill”
Dopo il gol, Irankunda ha corso verso la bandierina del calcio d'angolo riproponendo l'iconica esultanza di Tim Cahill, storico bomber australiano.
“È il miglior giocatore della storia dell'Australia. Mi ero promesso che, se avessi segnato, avrei festeggiato come lui. È la mia più grande ispirazione nel calcio, insieme a Messi”, ha raccontato nel post partita. Il giovane attaccante non ha nascosto l'emozione: “È un sogno che si realizza. Devo ringraziare tutti e l'intera nazione che ha sempre creduto in me. Segnare in un Mondiale è una sensazione incredibile”.
Una storia di riscatto
La vicenda personale di Irankunda va ben oltre il calcio. Nato il 9 febbraio 2006 in un campo profughi di Kigoma, in Tanzania, i suoi genitori erano fuggiti dalla guerra civile in Burundi alla ricerca di un futuro migliore.
Successivamente la famiglia si è trasferita ad Adelaide, in Australia, dove il piccolo Nestory ha iniziato a giocare a calcio, mettendo in mostra un talento straordinario che lo ha portato prima all'Adelaide United e poi in Europa. Dopo il trasferimento al Bayern Monaco, il suo percorso è proseguito con le esperienze al Grasshopper e al Watford, dove ha trovato continuità e maturità.
“Ci sottovalutano, ma sappiamo giocare”
Al termine della sfida contro la Turchia, Irankunda ha anche rivendicato il valore della propria nazionale.
“Siamo una grande squadra che viene spesso sottovalutata, ma oggi abbiamo dimostrato di saper giocare. Hanno avuto più possesso palla, ma chi ha segnato i gol?”, ha dichiarato con orgoglio. Parole condivise anche dal commissario tecnico Tony Popovic, che ha elogiato il lavoro dei suoi giovani talenti: “Sono orgoglioso della squadra per il lavoro svolto e per le decisioni prese in campo. Irankunda e Okon-Engstler hanno costruito il primo gol e hanno dimostrato tutto il loro valore”. Il Mondiale è appena iniziato, ma l'Australia ha già trovato il suo nuovo simbolo.






