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Caso Balogun, la FIFA spiega: "Fatto perché potevamo farlo". Una toppa peggiore del buco
Il presidente del Codice Disciplinare ha spiegato le motivazioni della grazia all'attaccante, ma senza indicare le circostanze alla base della decisione.
Un lungo comunicato, sostanzialmente non firmato e senza uno straccio di spiegazione. La FIFA esce così, o almeno ci prova, da una giornata di polemiche, legate alla grazia concessa a Folarin Balogun, che rischiano di minare il futuro di Gianni Infantino al vertice del calcio mondiale. È una toppa che potrebbe essere persino peggiore della voragine di legalità creata con una decisione senza alcun precedente nella storia dei Mondiali.
Chi parla?
Il comunicato stampa diramato poco fa dalla confederazione mondiale del pallone è da attribuirsi al “chairperson” del Comitato Disciplinare FIFA. Non viene menzionato per nome e cognome, ma non è uno sconosciuto: si chiama Mohammad Al-Kamali e viene dagli Emirati Arabi Uniti. Non è un aspetto fondamentale, perché la geografia del potere di Infantino ha delle coordinate abbastanza precise: oggi fa discutere il rapporto con Donald Trump, ma anche quelli con il mondo arabo, con Dubai e con l’Arabia Saudita in prima fila, sono stati oggetto di aspre critiche nel tempo.
La "spiegazione"
Nel comunicato, la FIFA spiega sostanzialmente che poteva sanare la squalifica di Balogun, e fin qui nulla di nuovo. L’articolo 27 del Codice Disciplinare FIFA lascia alla totale discrezionalità dell’organo giudicante una decisione che, in compenso, non era stata mai presa. Nel comunicato stampa si fa anche riferimento al fatto che nei grandi campionati europei sia normale la revisione di un cartellino rosso. In realtà, non è assolutamente così: per esempio, in Italia questa possibilità esiste solo per casi molto particolari, come episodi di razzismo, e per arrivare a una decisione del genere serve la grazia presidenziale, come è successo con il precedente di Romelu Lukaku.
Ma quali sono le circostanze?
Soprattutto, la FIFA non va oltre il semplice dire: “potevo farlo, l’ho fatto”. Nel comunicato stampa si fa riferimento alle circostanze e alle prove che giustificherebbero l’applicazione dell’art. 27. Ma non viene mai fatto cenno a quali esse siano. Perché Balogun è stato graziato? Non esiste alcuna spiegazione ufficiale: ovviamente non basta dire che poteva essere fatto per giustificare una scelta del genere.
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