Blatter: "Caso Artan? Gli USA non dovrebbero ospitare il Mondiale. Trump comanda Infantino"
Sepp Blatter continua a seguire con attenzione le vicende del calcio mondiale e non perde occasione per intervenire sui temi più caldi dell’attualità. L’ex presidente della FIFA, che ha guidato la federazione internazionale dal 1998 al 2015, ha criticato apertamente la gestione del caso Omar Artan, l’arbitro somalo respinto dagli Stati Uniti e costretto a rinunciare alla partecipazione al Mondiale 2026.
In un’intervista concessa a L’Équipe, il 90enne ha definito la vicenda "incredibile e insensata", puntando il dito sia contro le autorità statunitensi sia contro la stessa FIFA. Secondo l’ex numero uno del calcio mondiale, l’organizzazione di una Coppa del Mondo si fonda su due principi irrinunciabili: garantire la sicurezza dell’evento e assicurare l’ingresso nel Paese ospitante a tutti gli ufficiali della FIFA: "Non c’è nulla di più ufficiale di un arbitro", ha sottolineato Blatter. "Se un Paese nega l’ingresso a un direttore di gara, si tratta di un problema estremamente grave. In una situazione del genere, teoricamente, non si dovrebbe nemmeno disputare il Mondiale in quel Paese".
Le critiche si sono poi rivolte all’attuale presidente della FIFA, Gianni Infantino. Blatter ritiene che la federazione avrebbe dovuto assumere una posizione molto più netta invece di limitarsi a sostenere di non avere competenze sulle procedure migratorie adottate dagli Stati ospitanti: "Il presidente della FIFA dovrebbe dimostrare di essere più forte del suo grande amico alla Casa Bianca", ha dichiarato riferendosi a Donald Trump. "Quando la politica comincia a dominare il calcio, è sempre un cattivo segnale. E anche le altre federazioni dovrebbero far sentire la propria voce".






