Bruno Guimaraes: "Rigore sbagliato con la Norvegia il dolore più grande in 28 anni di vita"
Bruno Guimarees ha scelto di metterci la faccia dopo l’eliminazione del Brasile dal Mondiale. Il centrocampista della Seleçao è stato protagonista di uno degli episodi che ha deciso la sfida contro la Norvegia, negli ottavi di finale, dopo aver fallito il rigore che avrebbe potuto sbloccare la partita. Un errore pesante, visto che il Brasile è poi uscito sconfitto per 2-1.
Il penalty era arrivato al 14’ dopo il fallo subito da Cunha in area. In molti si aspettavano Vinicius Jr, ma dal dischetto si è presentato Bruno Guimarães. Il centrocampista ha calciato alla sinistra del portiere Ørjan Nyland, che ha intuito la traiettoria e ha respinto il tiro. La Norvegia ha poi trovato il vantaggio nel finale con una doppietta di Erling Haaland, mentre il gol su rigore di Neymar nei minuti conclusivi non è bastato alla squadra di Ancelotti per evitare l’eliminazione.
A tre giorni dalla partita, Guimarães ha pubblicato un lungo messaggio sui social per raccontare il proprio stato d’animo: "Ho scritto e cancellato questo messaggio così tante volte da aver perso il conto. Sono sempre stato presente nelle vittorie, quindi è giusto parlare anche nella sconfitta e non nascondermi". Il centrocampista ha ammesso tutta la sua sofferenza: "Il calcio mi ha dato tutto quello che ho e oggi è anche responsabile del dolore più grande dei miei 28 anni. Sbagliare quel rigore ed essere eliminati agli ottavi fa male, fa davvero molto male, ma è solo un altro ostacolo da superare".
Poi un momento particolarmente emozionante legato alla famiglia: "La cosa più incredibile è stata tornare a casa dopo il giorno più triste della mia vita. Quando mi sono svegliato, la prima cosa che mi hanno detto i miei figli è stata: ‘Papà, giochiamo a calcio?’. In quel momento ho capito che, nei giorni belli come in quelli brutti, il calcio sarà sempre il mio grande amore". Guimarães ha infine scritto: "Come sempre mi prendo le mie responsabilità e anche questa volta sarà così. È triste il modo in cui è finita, ma il sogno non è terminato. È ancora vivo nel mio cuore e in quello di milioni di brasiliani".






