Il gesto del CT Hassan simbolo della rabbia egiziana. Come le "manette" di Mourinho
Il gesto di Hossam Hassan al termine di Argentina-Egitto continua a far discutere. Nei minuti finali della sfida degli ottavi di finale del Mondiale, persa dai faraoni per 3-2 dopo essere stati avanti 2-0, il commissario tecnico ha protestato in maniera veemente contro alcune decisioni arbitrali, portando le braccia sopra la testa e incrociandole a forma di "X". Un'immagine diventata rapidamente virale, ma il cui significato resta ancora poco chiaro.
Il gesto ha generato diverse interpretazioni. Secondo il protocollo FIFA, incrociare le mani in quel modo è il segnale utilizzato da giocatori e allenatori per denunciare episodi di razzismo durante una partita, una situazione che dovrebbe portare l'arbitro a interrompere immediatamente il gioco. In questo caso, però, il contesto era differente. Un'altra lettura del gesto sostiene invece che Hassan abbia voluto mimare delle mani legate o ammanettate, come simbolo di una presunta ingiustizia subita dalla sua squadra. Un gesto simile e quello famoso di José Mourinho nel 2010, quando ai tempi dell'Inter protestò contro una decisione arbitrale con un gesto analogo.
Il mistero resta. Né il commissario tecnico né la federazione egiziana hanno fornito spiegazioni ufficiali, lasciando spazio a numerose interpretazioni. Per molti tifosi egiziani, quel gesto è diventato l'immagine simbolo della rabbia e della delusione dopo un'eliminazione arrivata al termine di una prestazione che aveva fatto sognare il Paese.
Egypt national team coach Hossam Hassan held up a FIFA “No to Racism” banner and gestured toward the French referee after Argentina’s third goal was allowed without a VAR review for the foul on Salah 😳😬 pic.twitter.com/djV5ndUZRt
— Cleverly 💐 (@Cleverlydey4u) July 7, 2026






