Francia e Marocco si ritrovano dopo la semifinale in Qatar. Stavolta non è più una sorpresa
Francia e Marocco si ritrovano di fronte, ma questa volta la sfida non ha più il sapore della sorpresa. A tre anni e mezzo dalla storica semifinale del Mondiale 2022 in Qatar, le due nazionali si affrontano nuovamente, stavolta nei quarti di finale della Coppa del Mondo. Se i Bleus hanno confermato il loro ruolo di potenza mondiale, i Leoni dell'Atlante arrivano all'appuntamento con un'identità diversa e una consapevolezza molto maggiore.
"Non importa chi avremmo affrontato", aveva dichiarato il commissario tecnico marocchino Mohamed Ouahbi prima di conoscere l'avversaria. Il sorteggio del destino ha riproposto il confronto con la Francia, ma rispetto al 2022 il divario tra le due squadre si è notevolmente ridotto. Il merito è soprattutto del progetto portato avanti dalla Federazione marocchina, che negli ultimi anni ha investito sulle strutture, sulla formazione dei giovani e sul reclutamento dei talenti con doppia nazionalità.
Lo stesso Didier Deschamps ha riconosciuto la crescita del Marocco: "Fa parte delle migliori squadre, ha disputato la finale di Coppa d'Africa e non arriva ai quarti di un Mondiale per caso. Ha qualità importanti e lo ha dimostrato". Anche il suo vice Guy Stéphan ha sottolineato i progressi della nazionale nordafricana: "È una federazione che lavora bene, investe e ha fatto enormi passi avanti. Conservano una grande forza collettiva e riescono a competere con le migliori".
Uno dei simboli di questa rivoluzione è l'Accademia Mohammed VI, considerata uno dei pilastri del nuovo calcio marocchino. "È un gioiello dal punto di vista delle infrastrutture, con campi, strutture residenziali, formazione scolastica e assistenza medica", ha spiegato Nasser Larguet, ex direttore tecnico della federazione. Il momento del Marocco conferma la crescita del movimento. I Leoni dell'Atlante sono imbattuti dal gennaio 2024, hanno conquistato la Coppa d'Africa in casa (seppur a tavolino) e in questo Mondiale hanno già eliminato avversari di grande livello, pareggiando contro il Brasile e superando i Paesi Bassi ai rigori. Attualmente sesta nel ranking FIFA, la squadra di Ouahbi resta sfavorita sulla carta, ma non più distante dalle big.
"La Francia è superiore se guardiamo i valori individuali, ma per quello che sta producendo il Marocco oggi direi che siamo al 50 e 50", ha affermato Larguet. Rispetto alla semifinale del Qatar, inoltre, il Marocco potrà contare su una rosa più completa. Nel 2022 diversi protagonisti arrivarono alla sfida in condizioni precarie o assenti per infortunio, tra cui Nayef Aguerd, Noussair Mazraoui e Achraf Hakimi. Questa volta Ouahbi ha a disposizione un gruppo più profondo, anche grazie al lavoro svolto sui giocatori con doppia nazionalità. Il simbolo di questo ciclo è Ayyoub Bouaddi, centrocampista del Lilla seguito a lungo anche dalla Francia: ha preferito il Marocco dopo un lungo percorso di avvicinamento. Oggi gran parte della rosa marocchina è composta da calciatori nati all'estero, una dimostrazione dell'efficacia del progetto federale.
Per questo motivo, un'eventuale qualificazione contro la Francia non sarebbe più soltanto un'impresa inattesa come quella del Qatar. Il Marocco ha ormai cambiato status e, dopo aver conquistato il rispetto del calcio mondiale nel 2022, punta ora a consolidarsi tra le grandi nazionali. Anche in vista del 2030, quando il Marocco ospiterà il Mondiale insieme a Spagna e Portogallo, con l'ambizione dichiarata di non essere soltanto una squadra partecipante, ma una possibile protagonista.






