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Haaland è ineluttabile. Una variabile impazzita che potrebbe far saltare il banco

Haaland è ineluttabile. Una variabile impazzita che potrebbe far saltare il banco TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Michele Pavese
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Michele Pavese
Oggi alle 10:21Mondiali 2026

Erling Braut Haaland è "ineluttabile". Non è soltanto un attaccante che segna con continuità, ma un giocatore che sembra sottrarsi alle normali categorie. Il suo impatto sul Mondiale è stato immediato: prima partita assoluta e due gol, con la stessa naturalezza con cui ha costruito una carriera che appare già fuori scala.

I numeri, in questo caso, non sono un contorno ma la sostanza del racconto. Con la Norvegia ha raggiunto 57 gol in 51 presenze, una media che da sola racconta la sua dimensione internazionale. Ma è nei club che la traiettoria diventa ancora più evidente: 162 gol in 198 partite con il Manchester City, 86 in 89 con il Borussia Dortmund, 29 in 27 al Salisburgo, 20 in 50 al Molde. E ancora, 57 gol in 58 partite di Champions League. Una crescita che non conosce rallentamenti, né ha avuto bisogno di fasi di adattamento prolungate.

Haaland non si limita a segnare: alza costantemente l’asticella. E lo fa con un approccio quasi disarmante, privo di enfasi, distante dall’idea tradizionale di superstar. Dopo una prestazione da protagonista, ha persino definito la propria stagione quasi mediocre, inferiore ai numeri di altri grandi attaccanti come Mbappé o Kane. Una dichiarazione che, letta alla luce dei suoi 38 gol in 52 partite stagionali, spiega meglio di qualsiasi statistica la sua mentalità.

È proprio questo il punto: la normalità con cui gestisce l’eccezionale. Per Haaland, segnare non è un evento ma una condizione costante. E questo lo rende difficile da collocare nel confronto con i grandi centravanti del presente, perché non segue oscillazioni evidenti, ma una linea quasi continua. Nel panorama del calcio mondiale, dove i protagonisti alternano picchi e pause, Haaland è l'eccezione. E in un Mondiale che vive di equilibri sottili, la sua presenza introduce una variabile che nessuno può davvero controllare, anche perché la Norvegia ha dimostrato di essere una squadra tutt'altro che semplice da affrontare. Per informazioni chiedere all'Italia.

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