Il cooling break divide: tifosi (anche da casa) contrari, giocatori e allenatori favorevoli
I due "cooling break" introdotti dalla FIFA in vista del Mondiale 2026 continuano a far discutere. Il test andato in scena durante l'amichevole tra Francia e Costa d'Avorio, disputata a Nantes e vinta dagli africani per 2-1, ha infatti suscitato molte perplessità tra tifosi e telespettatori. Nonostante una temperatura di appena 12 gradi, il match è stato interrotto due volte per 3 minuti (al 22' del primo e del secondo tempo, come sarà al Mondiale) per consentire ai giocatori di idratarsi e ricevere indicazioni dagli allenatori. Una scelta accolta dai fischi del pubblico presente allo stadio e da numerose critiche sui social, dove molti hanno visto nell'iniziativa soprattutto un'opportunità commerciale per inserire ulteriori spazi pubblicitari durante le partite.
La FIFA difende il provvedimento, ritenuto necessario in vista delle elevate temperature che si registreranno negli Stati Uniti, in Messico e in alcune sedi canadesi durante la Coppa del Mondo. Tra i giocatori, Aurélien Tchouaméni si è detto favorevole: "Dopo aver giocato negli Stati Uniti posso dire che lì la pausa sarà davvero utile. Non credo che interrompa il ritmo della partita, almeno dal punto di vista dei calciatori".
Positivo anche il giudizio del commissario tecnico del Belgio, Rudi Garcia, che preferisce definirlo un vero e proprio "coaching break". "Per noi allenatori è una grande opportunità. Possiamo correggere aspetti tattici, parlare con i giocatori e dare indicazioni importanti. È un momento che può fare la differenza durante una gara", ha spiegato il tecnico.











