Mondiali 2026, allarme razzismo sui social: casi aumentati di 13 volte rispetto al Qatar
I Mondiali 2026 fanno registrare un preoccupante aumento degli episodi di razzismo sui social network. Secondo i dati diffusi dal Servizio di Protezione dei Social Media (SMPS) della FIFA, durante la fase a gironi sono stati individuati 89.000 contenuti offensivi, un dato che rappresenta un incremento di tredici volte rispetto ai 6.700 casi registrati ai Mondiali del Qatar nel 2022, nonostante allora si fossero disputate meno partite (48 contro le 72 dell'edizione attuale).
Oltre 100 casi potrebbero sfociare in azioni legali
Il rapporto evidenzia che i messaggi a sfondo razzista hanno rappresentato l'11% di tutti gli abusi online rilevati, tre punti percentuali in più rispetto a quattro anni fa. L'SMPS sottolinea inoltre come sia aumentata la gravità dei contenuti pubblicati: oltre cento episodi hanno infatti superato le soglie legali necessarie per la preparazione di fascicoli destinati ad eventuali procedimenti giudiziari. Complessivamente sono stati analizzati più di sei milioni di post e commenti, con circa 225.000 contenuti sottoposti a revisione umana.
I calciatori dell'Olanda tra le vittime degli insulti
Tra gli episodi più gravi segnalati figura quello che ha coinvolto l'Olanda dopo l'eliminazione ai rigori contro il Marocco. La Federazione calcistica olandese (KNVB) ha denunciato gli insulti razzisti ricevuti sui social da Justin Kluivert, Quinten Timber e Crysencio Summerville, tutti finiti nel mirino dopo gli errori dal dischetto. Nel bilancio finale dell'attività di monitoraggio sono stati individuati circa mille account da sottoporre ad approfondimenti, mentre 181.000 commenti d'odio sono stati rimossi o nascosti dalle piattaforme.






