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Venti anni di Mondiali, una sola costante: Lionel Messi sfida il tempo e le statistiche

Venti anni di Mondiali, una sola costante: Lionel Messi sfida il tempo e le statistiche TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Michele Pavese
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Michele Pavese
Oggi alle 10:08Mondiali 2026

Il 16 giugno non è più una semplice data nel calendario. È diventata una ricorrenza simbolica, quasi personale, che attraversa vent’anni di carriera e di storia mondiale del calcio. Nel 2006 Lionel Messi esordiva ai Mondiali trovando subito il gol; nel 2026, nello stesso giorno, ha aggiunto un’altra pagina destinata a restare: una tripletta contro l’Algeria - il più vecchio a realizzarla nel torneo iridato - che lo ha portato a quota 16 reti in Coppa del Mondo, agganciando Miroslav Klose in vetta alla classifica all-time.

A quasi 39 anni, il numero 10 argentino continua a occupare uno spazio che va oltre le statistiche. Non è soltanto la capacità di incidere nelle partite, ma la continuità con cui lo fa nel tempo a definire la sua dimensione. Anche quando l’Argentina fatica, anche quando il ritmo del gioco non lo accompagna, resta lui il punto di riferimento a cui la squadra si affida nei momenti decisivi. La gara contro l’Algeria lo ha confermato ancora una volta: dopo una fase iniziale complicata per la Selección, Messi ha preso in mano la partita con naturalezza, segnando tre gol che hanno indirizzato e chiuso il match. Una prestazione che si inserisce in un contesto più ampio: il record di sei partecipazioni ai Mondiali, la leadership tecnica e carismatica, e una longevità che continua a sfidare le logiche del tempo.

I numeri raccontano una parte della storia - 914 gol in carriera, il traguardo dei 1000 ancora teoricamente possibile - ma non la esauriscono. Perché il punto non è soltanto quanto segna Messi, ma quando e come lo fa: nei momenti che contano davvero. In una Coppa del Mondo che continua a cambiare protagonisti, lui resta una costante. E forse è proprio questo il dato più significativo.

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