Aveva ragione Luis Enrique: senza Mbappé, il PSG ha vinto due Champions (e lui zero)
Il Paris Saint-Germain ha scritto una pagina di storia, vincendo ieri la sua seconda Champions League di sempre, un trionfo che arriva subito dopo il primo dello scorso anno e che iscrive i transalpini negli albi del grande calcio europeo e li inserisce in una scia fin qui lasciata soltanto dal Real Madrid, ovverosia quella delle squadre capaci di difendere il titolo della Champions l'anno dopo averla conquistata.
A proposito di PSG e Real Madrid, una figura centrale negli ultimi anni per entrambe le squadre è stata - e continua ad essere - quella di Kylian Mbappé. Una personalità divisiva, che con il suo modo di giocare, e soprattutto di accentrare su di sé le tematiche e le correnti dello spogliatoio, tanto da non essere entrato in sintonia con un altro grande carismatico del calibro di Luis Enrique.
Il rapporto tra Luis Enrique e Mbappé ai tempi del PSG, la cosa è noto, non era esattamente idilliaco. Anzi, ancora oggi circolano in rete tanti spezzoni video di momenti di incomprensione negli spogliatoi. Come quando l'allenatore aveva dedicato una sessione video personalizzata per migliorare la fase difensiva dell'attaccante, arrivando a paragonarlo a un mostro sacro dello sport come Michael Jordan per spronarlo, ma ricevendo in cambio un semplice: "Sì, chiaro". Oppure quando durante un intervallo Luis Enrique chiama fuori Mbappé per Kolo Muani, tra lo stupore di tutti.
Col senno di poi, viene da dire però che avesse ragione Luis Enrique. D'altronde, da quando le strade dei due si sono separate (estate 2024) il PSG ha iniziato a trionfare anche in Europa oltre che in Francia, mentre il Real Madrid in cui approdava Mbappé doveva 'accontentarsi' di una Supercoppa UEFA o di una Coppa Intercontinentale, mentre il Barcellona dominava le Liga e il PSG dell'odiato allenatore che voleva imbrigliare l'estro di Mbappe, trionfava in Champions.











