Braida ricorda Berlusconi: "Vedeva più avanti di tutti. Inarrivabile e insuperabile"
Ariedo Braida, ex uomo mercato del Milan, parla ai microfoni di Tuttosport di Silvio Berlusconi dandone questa decrizione: "Vedeva più avanti di tutti. Ricordo ancora che il primo giorno di Milan ci disse: "Dobbiamo diventare la squadra più forte del mondo ed essere più forti dell’invidia, delle ingiustizie e della sfortuna". Direi che ci siamo riusciti. Oggi manca una persona del genere nel nostro calcio. Berlusconi resta inarrivabile e insuperabile".
Intanto il calciomercato sta cambiando e punta sempre più sugli algoritmi…
"La tecnologia la utilizzano tutti, ma non fa felice nessuno. Servono i sentimenti quando prendi una decisione. La sensazione che mi suscita vedere dal vivo un giocatore in campo, la matematica non la può quantificare".
In merito al rapporto tra scouting e tecnologia, Braida ha ricordato l'acquisto di Andriy Shevchenko, spiegando di aver insistito molto per il suo arrivo basandosi sulle sensazioni che l'attaccante gli aveva trasmesso. Ha raccontato che, nonostante Shevchenko avesse giocato male l'ultima partita prima della chiusura della trattativa con la Dinamo Kiev — suscitando dubbi persino in Galliani — lui era rimasto fermo sulla propria posizione, convinto di quanto visto in precedenza. Braida ha sottolineato l'importanza di fidarsi dell'istinto, osservando come probabilmente oggi gli algoritmi avrebbero bocciato il giocatore dopo quella prestazione negativa. Ha poi concluso ricordando con orgoglio di essere stato così certo del potenziale dell'ucraino da consegnargli personalmente una maglia del Milan con il suo nome, vaticinando che con quella avrebbe vinto il Pallone d'Oro, cosa poi effettivamente accaduta cinque anni più tardi.











