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Benevento, Improta: “Sogno la Nazionale. Pesa tanto lo stadio vuoto”

ESCLUSIVA TMW - Benevento, Improta: “Sogno la Nazionale. Pesa tanto lo stadio vuoto”TUTTOmercatoWEB.com
© foto di PhotoViews
giovedì 21 gennaio 2021 11:27Serie A
di Luca Esposito

Quando in estate la dirigenza assicurava che il Benevento sarebbe ripartito dallo zoccolo duro che vinse a mani basse il campionato di serie B, molti addetti ai lavori pensavano si trattasse delle solite dichiarazioni di circostanza utili a mantenere alta la concentrazione all’interno del gruppo. Il presidente Vigorito e il ds Foggia, però, hanno dimostrato con i fatti di nutrire massima fiducia e riconoscenza nei confronti di tanti ragazzi che, al loro primo anno in A, si stanno comportando benissimo. Tra questi c’è sicuramente Riccardo Improta, uno di quelli che in cadetteria non era nemmeno titolare inamovibile ma che oggi sfida Leao, Dzeko, Morata e Ribery con la naturalezza del veterano a prescindere dal ruolo. Con Inzaghi sta giocando dappertutto, disimpegnandosi egregiamente anche in veste di terzino in virtù di una intelligenza tattica e di una condizione fisica superiore alla media. La redazione di Tuttomercatoweb lo ha intervistato telefonicamente per parlare di passato, presente e futuro:

Quanto fa male il ko dello Scida?
“Dispiace molto aver perso la partita contro il Crotone, anche perché sappiamo quanto la gente tenesse a questa sfida. Vincere allo Scida ci avrebbe consentito. di salire a 24 punti e di aumentare il vantaggio sulle dirette concorrenti per la salvezza. Gli episodi hanno fatto sicuramente la differenza, purtroppo in negativo. Siamo andati subito sotto a causa di una sfortunata autorete, nel nostro momento migliore hanno raddoppiato e si sono trovati addirittura sul 4-0 pur calciando in porta meno di noi. Sono quelle classiche giornate storte che capitano in una stagione così lunga, l’importante sarà ripartire immediatamente con la mentalità giusta domani sera col Torino”.

A qualcuno la sconfitta di Crotone ha ricordato lo 0-3 con lo Spezia…
“Secondo me sono due partite che non si possono paragonare. Quella con lo Spezia mi ha ricordato il 4-0 di Pescara in serie B: non siamo proprio scesi in campo e abbiamo giocato ben al di sotto delle nostre potenzialità. Forse eravamo convinti di vincerla, invece lo Spezia si è dimostrato più pronto e ci ha battuto con merito .Quasi come fossero esperti della categoria. Col Crotone hanno pesato gli episodi, ma il Benevento ha creato tanto subendo gol ad ogni minima distrazione”

C’è il rischio di un appagamento? In fondo in bassa classifica ci sono realtà molto blasonate e con organici forti, guai a pensare di essere già salvi…
“Partiamo dal presupposto che è impossibile sentirsi appagati con un allenatore come Inzaghi che trasmette una carica incredibile. In B avevamo già vinto virtualmente il campionato a gennaio, ma non abbiamo mai mollato collezionando record su record. Venendo a questa stagione, sotto di noi vediamo realtà blasonate e che nessuno aspettava potessero lottare per non retrocedere. Proprio per questo dobbiamo mantenere alta la concentrazione. Ci sono, però, delle sensazioni molto positive che testimoniano che stiamo crescendo. Quando perdiamo con big come Sassuolo e Milan e torniamo a casa rammaricati vuol dire che siamo sul pezzo e abbiamo acquisito la mentalità giusta per ben figurare in categoria”.

Qual è il segreto per ricoprire indifferentemente tutti i ruoli garantendo un ottimo rendimento?
“Già a Salerno venivo impiegato da quinto, ma facevo fatica perché ero reduce da un infortunio serio e non avevo una condizione fisica ottimale. Mister Inzaghi mi ha utilizzato anche come mezzala e terzino, mi sto trovando bene e so che occorre un lavoro giornaliero certosino senza trascurare alcun dettaglio”.

Il momento più bello della stagione per lei?
“Senza dubbio il gol di Firenze, poi il 13 gennaio sono diventato papà e sto vivendo un periodo molto positivo sul piano personale. Il calcio e la famiglia mi stanno regalando gioie incredibili, poter affrontare i campioni della serie A è emozionante e gratificante”.

Quanto pesa l’assenza del pubblico?
“Me ne ha parlato spesso Gaetano Letizia di questo argomento. Ricorda con piacere quando lo stadio era pieno nel primo anno di serie A nonostante in classifica avessimo soltanto un punto a metà girone d’andata. E’ come se non ci stessimo godendo appieno tutto quello che stiamo facendo, ci mancano da morire e speriamo quanto prima di poterli riabbracciare. Non abbiamo nemmeno avuto la possibilità di festeggiare come si deve la promozione a suon di record e questo ci rammarica ancora di più. L’intensità in campo è la stessa perché abbiamo voglia di vincere e raggiungere il nostro obiettivo, ma ci sono quei momenti di difficoltà in cui la spinta della curva sarebbe importantissima. Qui a Benevento c’è un ambiente tranquillo che, però, si trasforma in una bolgia dei 90 minuti”.

Quali sono i sogni nel cassetto?
“Ogni giocatore spera di arrivare in Nazionale, ho avuto la fortuna di indossare la maglia azzurra fino all’under21. Ho fatto tanti sacrifici per arrivare in serie A e lotterò per mantenere questa categoria quanto più a lungo possibile. Ho fatto 7-8 anni di B, senza dimenticare la C con il Lanciano quando ero veramente giovanissimo. Questo palcoscenico è prestigioso, a Benevento mi trovo benissimo e sono orgoglioso di aver indossato questa maglia. Preparare una partita a cospetto di Ronaldo e di tutti questi grandi campioni regala sensazioni uniche, poi quando entri in campo sei totalmente concentrato sulla tua squadra e sulla partita”.

Un giudizio sul presidente Vigorito?
“Ho conosciuto tanti presidenti, gente così legata alla città e al club non ne avevo mai visti. E’ sempre al nostro fianco, in casa e in trasferta, a prescindere dal meteo. Il primo a salire sull’aereo e l’ultimo a scendere, sta onorando alla grande la memoria del fratello ed è emozionante guardarlo negli occhi quando ci parla. E’ come un padre, ha sempre la parola di conforto al momento giusto. E’ bello avere un presidente del genere, una persona di livello assoluto”.

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