Fiducia nei giovani, orgoglio e questioni di curriculum: Baldini ha portato la sua schiettezza in Nazionale
Schietto, diretto, sincero. Come suo solito. Silvio Baldini ha fatto il Silvio Baldini anche in Nazionale, nella sua prima conferenza stampa da commissario tecnico azzurro. Sarà lui a guidare la squadra nelle amichevoli con Lussemburgo e Grecia. “Credo che per allenare la Nazionale Italiana ci voglia un certo curriculum. E io questo curriculum non ce l’ho. Credo nel merito, non nei colpi di fortuna”, ha spiegato a chi gli chiedeva se nutriva ambizioni di conferma dopo queste due partite. Un sanissimo realismo, in attesa di capire cosa potrà fare sulla panchina dell’Under 21 all’Europeo e alle Olimpiadi.
Il ragionamento si è poi spostato sulle sue scelte, sui tanti giovani e giovanissimi portati a Coverciano per l’occasione, lasciando fuori tutti o quasi i big. Di fatto, solo 4 dei presenti facevano già parte del giro: Donnarumma, Palestra, Pisilli e Pio Esposito. Un segnale forte anche in ottica futura. “Chi arriverà dopo di me deve sapere anche quale è il lavoro dell'Under 21”, ha spiegato. Quindi una spiegazione più tecnica: “Dov'è il vantaggio nel comprare un giocatore di 39 anni invece che trovarne uno nel vivaio? Fino a quando non ci saranno persone serie a capo di squadre italiane sarà un problema”.
E poi c’è l’orgoglio. Quello personale di rappresentare il proprio paese. Ma pure quello che devono mettere in campo i giocatori, oggi, domani e sempre con la maglia azzurra sulle spalle: “Le amichevoli in Nazionale non esistono, ti confronti con altre Nazioni. Anche se non c'è in palio nulla, ti giochi l'onore. L'orgoglio non lo devi mai dimenticare”.











