Inter, Inzaghi non può sbagliare con l'Udinese. Tre osservati speciali sul mercato
Dall'Udinese all'Udinese, l'Inter sembrava cambiata ma alla fine resta una squadra in cerca di risposte a tante domande. L'andata, in Friuli, ha rappresentato un passo falso pericoloso, la terza sconfitta di un campionato che non è mai davvero decollato e che in quel momento vedeva anche i primi scricchiolii, per la verità non troppo forti, relativi alla panchina di Simone Inzaghi. Un girone dopo - più o meno esatto, nonostante il calendario asimmetrico - i nerazzurri ospitano i bianconeri all'indomani dell'ennesima incertezza.
Inzaghi non può sbagliare. Dentro o fuori è eccessivo, ma lo zero a zero con la Sampdoria ha lasciato scorie che vanno oltre il risultato, non drammatico ma preoccupante. A proposito di panchina: il tecnico è forte di un contratto appena rinnovato fino al 2025, per un ribaltone a fine stagione servirebbe un autentico tracollo. È anche vero, d'altra parte, che l'inizio del 2023 non ha fugato tutti i dubbi e la distanza dal Napoli continua a essere eccessiva in relazione ai valori sulla carta. Per di più, mercoledì arriva il Porto, avversario che vale tantissimo perché in Champions l'Inter nutre discrete speranze di passare il turno e perché dall'Europa che conta possono arrivare soldi, tanti, utili a mettere in ordine il bilancio in vista dell'ennesima estate di austerity. Tutte ragioni per le quali all'Inter servono, di nuovo, risposte, a partire da questa sera.
Non solo Becao. Il tutto, col mercato a fare da sfondo. Questa sera al Meazza, l'Inter seguirà da vicino ben tre profili interessanti per il proprio futuro. Il primo è in verità quello di Roberto Pereyra: da viale Liberazione sono partiti in tempi non sospetti sondaggi per il capitano argentino dell'Udinese, in scadenza di contratto a fine stagione. È il perfetto colpo alla Marotta, in linea con un portafogli che non può aprirsi prima di incamerare almeno due cessioni eccellenti e quindi ai parametri zero deve prestare particolare attenzione. Quanto alla valutazione economica, fa gola quella di Rodrigo Becao: legato all'Udinese fino al 2024, il brasiliano è considerato un potenziale erede di Skriniar. Forse non il primo della lista, in ordine di gradimento, ma il fatto che si possa portare via per una decina di milioni aiuta parecchio. Ultimo, non ultimo, a guidare l'attacco di Sottil ci dovrebbe essere Beto. L'attaccante portoghese, classe '98, non è lontano dal bissare la doppia cifra già raggiunta nello scorso campionato. Per i Pozzo è il prossimo gioiello da cedere, per l'Inter un giocatore che piace nell'ottica di una potenziale rivoluzione offensiva, in un reparto dove a oggi l'unico sicuro al 100 per cento di mantenere il posto è capitan futuro Lautaro. L'Udinese ha già in mente il sostituto, Nzola, la valutazione in questo caso non aiuta particolarmente Marotta e Ausilio, che dovrebbero spingersi fino a 25 milioni, cifre considerate in questo momento complicate da raggiungere nella Milano nerazzurra.






