30 giugno 1966, l'Inghilterra riporta il calcio a casa. Con un gol fantasma di Hurst
Il 30 luglio del 1966, a Wembley, si gioca Inghilterra-Germania Ovest. È la finale del Mondiale inglese, il primo nella casa del calcio. Trent'anni dopo David Baddiel e Frank Sinner si inventeranno la canzone dedicata all'Europeo che stava iniziando. L'Inghilterra a quel tempo non era male con Shearer, Gascoigne, Platt, Le Tissier, McManaman e Ince. Tutti pensavano potessero portarlo a casa, il ritornello che anche in quest'estate è stato ascoltato ovunque, anche negli stadi statunitensi, almeno fino alla eliminazione contro l'Argentina.
Il giorno in cui tornò davvero a casa (con un gol fantasma
Haller segna subito per la Germania e venne raggiunto poco dopo da Geoffrey Hurst. Peters, a dodici minuti dalla fine, sembrava dare la Coppa del Mondo all'Inghilterra, ma Weber al novantesimo portò di nuovo in equilibrio la contesta, fino ai supplementari. Qui arriva una delle più grandi sviste del calcio mondiale: Alan Ball mette il pallone dietro verso Hurst che spara in equilibrio precario. Palla che colpisce la traversa e rimbalza in campo. L'arbitro, dopo qualche secondo di tentennamento, decide che è gol. Il più classico dei gol fantasma, probabilmente il più conosciuto di sempre, poi Hurst siglerà la tripletta finale.
Inghilterra (4-1-3-2)
Banks; Cohen, Charlton, Moore, Wilson; Stiles; Alan Ball, Charlton, Peters; Hurst, Hunt.
Allenatore: Alf Ramsey
Germania (1-3-2-4)
Tilkowski; Hottges; Schulz, Weber, Schnellinger; Beckenbauer, Overath; Haller, Seeler, Held, Emmerich.
Allenatore: Helmut Schon.






