Italia, Valentini: "Maldini ricorda Riva. Pirlo? Non è tempo di scommesse"
L'ex dirigente FIGC Antonello Valentini è intervenuto alla radio di Tuttomercatoweb.com, durante L'Editoriale, per parlare dei temi di giornata. A partire dall'esito della prima semifinale del Mondiale, la sfida tra Francia e Spagna, vinta dalle Furie Rosse: "Ampiamente meritata la qualificazione della Spagna, hanno fatto una grandissima partita togliendo spazio e fiato agli avversari. Una Francia francamente irriconoscibile, poi si può discutere del rigore, c'era o non c'era, se ne può parlare naturalmente, così come della scelta di Deschamps di tirar fuori Rabiot, di non utilizzare da inizio Koné. Deschamps chiude in negativo la sua esperienza pur lusinghiera alla guida della Francia, ma io vorrei sottolineare soprattutto la bravura della Spagna, sottolineando che l'allenatore ha trasferito nella Nazionale maggiore tutti i suoi ragazzi dell'Under 21, cioè ha preso i migliori dell'Under 21 e li ha portati piano piano in Nazionale A. E si è vista una squadra, a differenza della Francia, che non è stata una squadra".
Cosa si aspetta da Inghilterra-Argentina?
"Mi auguro che stasera ci sia più scontro, non fisico, ma scontro di idee, di gioco, confronto dei caratteri di queste due squadre che sono completamente diversi: da una parte l'aggressività, la corsa, la grinta e dall'altra la classe, lo stile dell'Argentina, che ha ovviamente in quel mostro di Messi il suo faro, il suo punto di riferimento. Speriamo bene, perché vorrei vedere una bella partita. Io spero che nella nuova versione del Club Italia e della Nazionale A, chiunque sarà il commissario tecnico, raccolga i segnali molto interessanti che ha lanciato Baldini con la sua Under 21, facendo giocare dei ragazzi dell'Under 21 in Nazionale A, certo, contro il Lussemburgo e contro la Grecia, parliamoci chiaro. Io penso che bisogna ripartire anche dalla filiera delle nazionali azzurre, dalla U17 che ha vinto il campionato europeo, da Baldini che sta facendo benissimo con la Under 21, bisogna certe volte, basta ispirarsi, tenere conto delle esperienze altrui, perché i talenti da noi ci sono".
La convince la scelta di Maldini dt?
"Intanto voglio fare una piccola premessa: io ho apprezzato molto la scelta del neopresidente Malagò di creare un secondo ramo d'azienda, cioè c'è un ramo politico, gestionario, amministrativo, burocratico della Federazione e c'è un ramo tecnico sportivo che il Presidente della Federazione per la prima volta ha deciso di affidare in toto a un uomo, un personaggio, in questo caso Maldini. E' un uomo che certamente sul piano tecnico sportivo ne sa più di un Presidente della Federazione. Questa è una scelta di campo fondamentale. Conoscendo Paolo dubitavo che potesse accettare, poi probabilmente ci sono stati un paio di passaggi, la disponibilità e il coinvolgimento di Leonardo che Maldini ha chiesto fortemente e dove è stato accontentato, e poi anche l'apertura di un ufficio, di una sede di staccata del Club Italia a Milano, quindi Maldini si muoverà con Leonardo tra Milano, Coverciano e Roma. Però credo che Maldini abbia tutti i requisiti, il carisma, l'impressione personale, l'esperienza in azzurro. C'è tutto per fare bene in questo ruolo. È stato un grande capitano della nazionale italiana. Ero a bordocampo il 31 marzo del 1988, quando Vicini fece esordire in azzurro il 19enne Paolo Maldini nell'amichevole contro la Jugoslavia. Maldini poi ha totalizzato complessivamente 126 presenze, ha lasciato la Nazionale dopo quel mondiale truffa del 2002 in Giappone e Corea, però ha dato un'impronta alla Nazionale in quel periodo di assoluta prestigio, di assoluta serietà. Maldini mi ricorda, fatte le debite e proporzioni, per carità, non ci sono persone uguali, però mi ricorda per carisma, per etica, per stile, per eleganza, mi ricorda Gigi Riva".
E su Leonardo consigliere?
"Sì, penso che abbiano le competenze, le capacità, l'intelligenza, il prestigio personale, l'esperienza per dare una svolta al Club Italia, quindi a tutta la filiera dei nazionali giovanili e a mettere sotto attenzione il settore tecnico di Coverciano. Soprattutto mi auguro la scuola allenatori di Coverciano. Coverciano è sempre stato, fino a qualche anno fa, un punto di riferimento per il calcio mondiale, invidiato da tutti. Poi altre federazioni ci hanno messo la freccia, ci hanno affiancato e superato nell'organizzazione. Io spero, mi auguro, che Maldini, gestendo il Club Italia e quindi tutta la parte tecnico-sportiva della federazione, voglia anche rifondare la scuola allenatori di Coverciano, che è ingessata da 15 anni, forse anche più. Non ha più quel ruolo che dovrebbe avere secondo me. Parliamo sempre, giustamente, di dare più chance al talento, all'estro, alla fantasia dei giovani, invece di ingabbiarli in schemi. Chi, se non la scuola allenatori di Coverciano, deve valutare, studiare e proporre programmi ai nuovi allenatori, soprattutto agli allenatori dei giovani che vengono trascurati? Gli allenatori dei giovani calciatori sono fondamentali per la crescita dei ragazzi".
Questione ct: si è fatto il nome di Pirlo. Che ne pensa?
"Malagò ha parlato ieri di una shortlist riducendo a quattro allenatori la scelta, mettendo nell'elenco Mancini, Conte, Pirlo e Guardiola. Ti dico subito, per me Pirlo è una scommessa e noi non ci possiamo permettere di fare scommesse. Mancini e Conte sono due certezze. Guardiola è una sfida. Secondo me il fatto che sia straniero importa relativamente, ma secondo me Guardiola è un allenatore grandissimo tecnico ma non è un allenatore adatto a una squadra nazionale, perché ha bisogno di tempo, di lavoro quotidiano intenso, quasi ossessivo, per far sedimentare, metabolizzare ai giocatori il proprio calcio, prendere le proprie idee. La Nazionale si raduna in media ogni 45-50 giorni, qualche volta a distanza di mesi addirittura. Secondo me non è adatto. Pirlo è una scommessa che noi non ci possiamo permettere in questo momento perché dobbiamo andare al sodo. A fine settembre e metà novembre noi abbiamo sei partite incredibili di Nations League, non contro il Lussemburgo, la Grecia o San Marino, per carità con tutto il rispetto per queste squadre, ma Belgio, Turchia e Francia. Poi il 6 di dicembre c'è il sorteggio per le qualificazioni dei prossimi campionati europei del 2028 e poi ci saranno ovviamente i Mondiali del 2030. Non possiamo più scommettere, dobbiamo andare sul sicuro. Mancini e Conte sono secondo me due certezze, poi decideranno insieme Malagò e Maldini, naturalmente perché è giusto che sia così. È chiaro che Malagò farà un giro di orizzonti naturalmente con le componenti del caso, soprattutto con la Serie A, ci mancherebbe, ma per un fatto di bontà, di educazione, di rispetto, però la scelta sarà di Malagò e di Maldini. Spero che non ci siano scintille perché sarebbe un pessimo segnale all'avvio di questa nuova esperienza. Io vorrei, fermo restando, che Conte è certamente un giocatore, un allenatore vincente e uno che deve però un po' fare pace con se stesso, nel senso che deve capire che la Federazione non ha bisogno di un allenatore così per due anni o per un anno e mezzo, ha bisogno di inaugurare una nuova stagione tecnica. Dall'altra parte con Mancini basta con questo ergastolo di tipo etico. Mancini ha sbagliato andando via, così come andò via nel 2023 dalla Federazione per andare a prendere tanti soldi in Arabia. Ha capito di aver sbagliato, si è pentito, ha chiesto scusa, abbiamo riabilitato in Italia ben altri pentiti naturalmente. Adesso questa condanna a morte per Mancini francamente non ce la vedo, tenendo conto anche che Mancini ha vinto un campionato europeo con grandi capacità e una buona dose di fortuna, va detto anche questo per carità, e ha al suo attivo 37 risultati utili consecutivi con la Nazionale".
Come vede il ritorno di Buffon?
"Ma certamente Buffon è un personaggio stupendo, un personaggio che ha entusiasmo, allegria, carisma, ha alle spalle una carriera straordinaria, perché no? Si può sbagliare, può andare male una scelta, aveva suggerito Gattuso, che ha fatto il suo per carità, non è il più grande responsabile del crac della nazionale italiana e della mancata qualificazione mondiale, però Buffon è un personaggio positivo che la Federazione farebbe bene a recuperare e a rimettere in pista con le squadre nazionali".
Serve anche un cambio nella scelta dei giocatori?
"Secondo me bisogna essere molto saggi e intelligenti nel mixare l'esperienza di alcuni giocatori meno giovani, verificando che abbiano voglia di giocare in Nazionale, altrimenti gente scontenta o che tira indietro la gamba o che storce il naso non va bene. Però l'ideale è mixare l'esperienza dei meno giovani, e ce ne sono alcuni ancora molto validi, con le nuove proposte del calcio italiano. Ho citato prima l'Under 21, molti di quei giocatori li abbiamo visti nelle ultime amichevoli contro Grecia e Lussemburgo, secondo me da questo punto di vista Mancini nel suo periodo da CT della Nazionale ha dimostrato di voler inserire e di avere il coraggio di mandare in campo alcuni giovani che fino allora erano rimasti nell'ombra. Quindi anche questo è un dato da non sottovalutare nella scelta finale del nuovo CT".






