Juve, parla il general manager del J|Medical: "Milik? Infortunio muscolare, nulla di che"
“Milik ha avuto un infortunio muscolare, nulla di particolare”. Luca Stefanini, General manager dello J|Medical, parla così dell’ultimo infortunio di Arkadiusz Milik, centravanti della Juventus che si è fermato nuovamente. Il dirigente, intervistato da Fortune Health sullo sviluppo della struttura bianconera, non si è sottratto a domande sull’ex Napoli: “Ha già iniziato le cure e riprenderà senza problemi”.
Tra le varie domande, sempre in relazione a Milik, Stefanini ha risposto anche sull’importanza di mantenere un equilibrio tra accelerare il rientro e proteggere la salute: “Esistono fattori di rischio intrinseci, legati alle caratteristiche dell’atleta, come l’età o gli infortuni pregressi, e fattori estrinseci, come la metodologia di allenamento o il calendario delle competizioni. Questi ultimi sono modificabili. Nel mondo professionistico esistono pressioni legate alla performance, è inevitabile. Il compito del medico è trovare un equilibrio tra ridurre i tempi di recupero e rispettare i tempi biologici di guarigione. Non bisogna dimenticare che il muscolo di un atleta impiega lo stesso tempo di quello di una persona comune a guarire. L’atleta però lavora per ottimizzare questo processo con terapie ed esercizi mirati. Non esiste il rischio zero: l’obiettivo è ridurre al minimo il rischio di recidiva”.
Il J|Medical, centro di eccellenza della Continassa, è stato la “casa” del recupero lampo di Federica Brignone: “Partendo da questo caso clinico, occorre sottolineare che esistono protocolli e processi di standardizzazione del recupero post-infortunio, ma la cosa fondamentale è analizzare e personalizzare il più possibile il singolo evento. Ci sono variabili legate alla tipologia di infortunio, al livello dell’atleta e alle sue esigenze. Ogni caso fa storia a sé. In particolare quello di Federica Brignone è stato un infortunio che va al di là delle classificazioni standard, raro e molto complesso da gestire per una serie di caratteristiche non solo cliniche. Il concetto chiave è che ogni infortunio risponde a protocolli riabilitativi, ma deve essere analizzato a 360 gradi come un unicum”.











