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Lazzari racconta Allegri: "Fa sentire tutti importanti. E sa adattarsi ai giocatori"

Lazzari racconta Allegri: "Fa sentire tutti importanti. E sa adattarsi ai giocatori"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
Pierpaolo Matrone
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Pierpaolo Matrone
Oggi alle 00:23Serie A

L'attesa per l'arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli continua ad alimentare analisi e testimonianze. A parlare dell'allenatore livornese è stato Andrea Lazzari, uno dei protagonisti del Cagliari guidato proprio da Allegri, intervenuto ai microfoni di Radio Tutto Napoli.

L'ex centrocampista ha spiegato come il tecnico sia cresciuto nel corso degli anni senza snaturare le proprie qualità principali: "Non lo vedo cambiato, piuttosto evoluto. Ha sempre avuto una grande capacità di coinvolgere tutti i componenti della rosa e, con l'esperienza, ha migliorato ulteriormente la lettura delle partite. Già allora riusciva a correggere dettagli importanti durante la gara".

Sul dibattito tra bel gioco e risultati, Lazzari invita a guardare la realtà del campo: "Da allenatore mi rendo conto che si vorrebbe sempre vincere giocando bene, ma non è così semplice. Ci sono gli avversari, gli stati d'animo, tante variabili che non puoi controllare. A volte devi portare a casa il risultato anche senza brillare".

Particolarmente significativo il giudizio sull'aspetto umano di Allegri: "Curava molto i rapporti personali. Sapeva quando scherzare e quando essere serio. Faceva sentire ogni giocatore parte del progetto. Oggi, in un calcio sempre più complesso, credo che questa qualità sia fondamentale e lui è bravissimo nel costruire questi legami".

Lazzari respinge anche l'etichetta di allenatore legato a un unico sistema di gioco: "A Cagliari giocavamo con il 4-3-1-2, ma cambiava spesso in base alle caratteristiche dei calciatori. Sa adattarsi e valorizzare quello che ha a disposizione. Quando c'è sintonia tra società, staff e squadra si lavora meglio. Vale nel calcio come in qualsiasi altro ambito". E sulla celebre pallonata di Lavezzi ad Allegri ricorda sorridendo: "Fu bravo a non reagire. Capì il momento e non ci furono conseguenze".

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