Pavard è tornato a Milano. Per ripartire: l’Inter non ha mai perdonato il padel con Theo
C’è chi commenta: “Benji l’interista”. Altri tempi, quando Benjamin Pavard faceva di tutto per trasferirsi all’Inter e poi si rendeva protagonista anche di una prima stagione molto positiva. Oggi, il difensore francese è un corpo estraneo al mondo nerazzurro, sebbene legato al club da un contratto fino al 2028: è rientrato nei giorni scorsi a Milano, all’inizio della prossima settimana si presenta al raduno ad Appiano Gentile, ma il suo futuro è lontano dal capoluogo lombardo. E il commento in apertura, chissà se ironico o convinto, è quello della moglie, l’attrice francese Kleofina Pnishi. Molto diverso il pensiero dei tifosi nerazzurri e, soprattutto, della dirigenza e dello spogliatoio.
Non c’è posto per Pavard
La questione non è tecnica. All’Inter servono almeno due difensori, forse anche tre: hanno salutato Acerbi, De Vrij e il jolly Darmian. La batteria arretrata, al momento, è ridotta ad Akanji, Bisseck e Bastoni, più Carlos Augusto, che però è anche l’unica alternativa a Dimarco. Pochi per una difesa a tre. Né economica: Pavard ha sì un ingaggio molto alto - circa 5 milioni di euro a stagione -, ma è sotto contratto e non è così semplice cederlo in via definitiva; tutto sommato, potrebbe anche costare meno di un nuovo acquisto nel ruolo. Il punto è un altro.
Quella caviglia e quel padel…
A sancire la frattura, a oggi insanabile, è stato il finale della stagione 2024/2025. Quella da zero titoli e cinque gol subiti dal Paris Saint-Germain nella finale di Champions League. L’Inter arriva stanca alle ultime battute: prima della semifinale di ritorno con il Barcellona ci sono due titolari infortunati. Uno è Lautaro Martinez, l’altro è Pavard. Il capitano corre sul dolore, in certi momenti sembra quasi fermo, eppure entra nella storia di una partita comunque memorabile con un gol e un assist. Benji l’interista non ce la fa, non recupera, alza bandiera bianca. Qualche malumore, poco più. A Monaco di Baviera il francese c’è, ma esce poco prima dell’ora di (non) gioco. La questione si ripropone qualche settimana dopo. Nel mezzo, l’Inter è passata da Simone Inzaghi a Cristian Chivu: la caviglia, la stessa che lo aveva escluso con il Barça, duole ancora e Benji l’interista lascia in anticipo il Mondiale per club. Poco tempo dopo, mentre l’Inter raccoglie i cocci della spedizione americana e della rottura, poi ricomposta rapidamente, con Calhanoglu, Pavard gioca a padel - non lo sport più adatto a chi ha una caviglia slogata - a Porto Cervo insieme a Theo Hernandez - amico suo, ma non del resto dello spogliatoio nerazzurro - e testimonia il tutto sui social. È il punto di non ritorno. E, per ora, tale resta.






