Quanti intrecci tra Verona e Atalanta. Tudor ritrova Barak e sogna il colpo grosso al Gewiss
La matassa di intrecci che avvicinano Verona e Atalanta raggruppa un insieme eterogeneo di fili. C'è affinità nel modello societario, nel modo di leggere e respirare calcio - non è un caso che uno dei nomi che circolano per il dopo-Sartori sia proprio quello di Tony D'Amico -, ma soprattutto nell'impostazione tattica dei due allenatori. Quella di Gasperini è in perenne evoluzione, ma poggia su alcuni principi fondamentali condivisi da Igor Tudor, che a sua volta ha saputo rintuzzare i carboni ardenti del progetto tecnico di Juric, ritrasferito al centro del villaggio dopo le incomprensioni con Eusebio Di Francesco. L'Hellas, "piccola Atalanta" per antonomasia, vuole cercare ad essere più grande della Dea per una notte. Vi riuscì nell'ultimo confronto a Bergamo, grazie alle reti di Zaccagni e Veloso, e vuole riprovarci questa sera, nel primo monday night di sempre con i nerazzurri.
L'arma in più al Gewiss sarà Antonin Barak, pienamente recuperato dopo i forfait contro Genoa e Inter provocati da un'influenza intestinale che aveva evidentemente lasciato delle scorie. Il ceco s'è allenato per tutta la settimana con la squadra e sarà dunque parte dell'undici titolare (salvo sorprese) alle spalle di Simeone e Caprari. "Giocheranno i migliori", ha garantito in conferenza Tudor: l'innesto del ceco dovrebbe essere l'unica variazione sul tema rispetto all'undici schierato nove giorni fa al Meazza. Spazio dunque a Faraoni e Lazovic sulle corsie, con il talento Ilic (inseguito dalle big italiane, oltre che in Spagna e Francia) accanto a Tameze, uno degli ex della sfida.






